19/07/2026
📌 Torino, 19 luglio 1906.
C'è una data, in questa città, che vale la pena raccontare. Esattamente centoventi anni fa, poco più di 200 imprenditori decisero che l'industria torinese aveva bisogno di una voce. Non un'associazione qualunque: una comunità di interessi, una casa comune per chi costruiva il futuro industriale di questo territorio. La chiamarono Lega Industriale.
Oggi, 19 luglio 2026, quella casa non ha smesso di crescere. Da poco più di 200 siamo diventati oltre 2.300. E la cosa più bella è che alcune di quelle imprese fondatrici sono ancora qui, con noi: un filo che non si è mai spezzato, 43.830 giorni percorsi insieme.
Ma quello che colpisce di più, tornando a quel 1906, è leggere cosa scrissero nell'articolo 2 dello statuto originario, che fissava già allora una visione che sorprende per la sua attualità:
"La Lega si propone i seguenti scopi: Tutelare e difendere gli interessi collettivi dei suoi Soci e dell'Industria; Propugnare efficacemente il rispetto e la difesa della libertà del lavoro; Favorire la buona intesa con gli operai".
Tutela degli interessi collettivi. Libertà del lavoro. Buona intesa con chi lavora. Nel 1906, quando l'Italia industriale muoveva i primi passi incerti, a qualcuno aveva già capito che rappresentanza, libertà d'impresa e dialogo sociale non erano tre cose diverse: erano la stessa cosa.
E non finisce qui. Da quel seme torinese, nel 1910, nacque Confindustria. Torino non ha solo fondato la propria Associazione: ha dato inizio a un pezzo di storia industriale che appartiene a tutto il Paese.
Centoventi anni sono un patrimonio enorme. Ma non è un patrimonio da custodire in una teca: è un'eredità da far camminare. Ed è esattamente quello che continueremo a fare il 19 ottobre, con la nostra Assemblea Pubblica: guardare avanti, tracciare la via, tutelare l'impresa di oggi e di domani.
Un'impresa che sia ancora, come nel 1906, profondamente umana.