04/06/2026
Com’è lo stress del caregiver? Come gestirlo?
Lo stress del caregiver è legato a non avere più tempo per sé stesso, oltre all’angoscia dovuta alla sofferenza del proprio caro e all’instabilità emotiva legata all’andamento della patologia/condizione (miglioramenti, ricadute…)
Il campanello di allarme che ci avvisa che lo stress del caregiver ha raggiunto livelli preoccupanti sono sintomi fisici (insonnia, affaticabilità, frequenti emicranie, disturbi gastrointestinali), mentali ed emotivi (umore triste, irritabilità, insoddisfazione, frustrazione, ansia, attacchi di panico, difficoltà di concentrazione e a ricordare, preoccupazioni persistenti, insicurezza, impotenza, colpa, solitudine, delusione, rabbia, disinteresse, demotivazione, apatia, distacco) e comportamentali (maggior ricorso al fumo, mangiare troppo o poco, isolarsi, trascurarsi, riempirsi di impegni per evitare di entrare in contatto con le emozioni spiacevoli).
Il primo passo caregiver per gestire lo stress è la consapevolezza: riconoscere la condizione di malessere e i propri vissuti senza vergognarsi o sentirsi in colpa.
Occorre individuare la modalità di risposta personale allo stress del caregiver: emozioni, pensieri e comportamenti, e strategie di gestione e coping.
E’ fondamentale comprendere e rispettare i propri limiti, riconoscersi il diritto di chiedere aiuto e delegare, muovendosi in tale direzione.
Prendersi cura di sé e della propria salute psicofisica si traduce in: non identificarsi solo nel ruolo di caregiver, coltivare le relazioni sociali, preservare il tempo libero, non trascurare l’alimentazione e il sonno fare attività fisica.
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