11/05/2026
"Specializzata in dorature, laccature, restauro ligneo e pittorico, Orolacche nasce nel 2000, nel cuore di Vanchiglia, a Torino, quando le botteghe degli artigiani sono state rimpiazzate dai garage e le falegnamerie finite fuori dalla città.
«Sono cresciuto in questo borgo, negli anni Ottanta solo in questa via (Michele Buniva 15, ndr) erano aperte sei botteghe, oggi ci sono solo io. Erano sette od otto in via Santa Giulia, oggi sono due. I miei clienti sono diventati sempre più alto-borghesi, la fascia media è sparita. Quando ho iniziato a lavorare le botteghe avevano liste d’attesa di anni: gli antiquari giravano come dei pazzi, anche perché l’antiquariato era un bene rifugio per smaltire il nero, oggi invece non tira. Sono passato a fare i portoni, i cassettoni, mi sono dovuto reinventare e ho imparato a fare il falegname».
Il restauratore e titolare di Orolacche, Jasch Sol Ninni, 50 anni, a 20 ha iniziato lavorando come apprendista per l’allestimento del Museo Accorsi-Ometto e la galassia di antiquari e privati che vi gravitava. «Vetrine, boiserie, sculture, tabacchiere, soffitti a cassettoni: sono stato cinque anni in quel palazzo». Poi, dal Duemila, si è dedicato al restauro del Castello di San Giorgio Canavese, di Palazzo Reale, del Teatro Gobetti. Ma anche di dimore private, castelletti, appartamenti nobiliari in centro a Torino, residenze a Montecarlo, a Parigi e nel 2014 delle dorature di Palazzo Reale di Gedda in Arabia Saudita."
L’articolo completo di Sofia Francioni è su torino.corriere.it