07/05/2021
Per più di un quarto della sua vita Shorsh è rimasto sospeso, in attesa, inchiodato al tempo presente e all'impossibilità di immaginare un futuro. Tutto cominciò quella notte in cui, appena compiuti 29 anni, per fuggire dalla paura si incamminò a piedi verso il confine con la Turchia. Era il 2009 e non sapeva che quei passi lo avrebbero portato in un limbo che avrebbe segnato i dieci anni successivi.
Dieci anni in cui ha vagato in Europa tra un paese e l’altro in attesa di ottenere asilo politico e di ricostruirsi una vita.
Ha avuto l’occasione di farlo a Torino, grazie a un bando dal nome strano, Powercoders, che gli ha permesso di entrare in un corso gratuito di programmazione informatica per rifugiati. Il progetto è nato in Svizzera nel 2017 e in Italia è arrivato grazie a Reale Foundation, la fondazione di Reale Mutua che l’ha adottato e lo sostiene economicamente insieme a Fondazione Italiana Accenture.
L’idea alla base è quella di offrire tre mesi di apprendimento intensivo di programmazione web, seguiti da un tirocinio di sei mesi, per dare un’occasione di ripartenza a ragazzi di talento e per offrire una risposta al bisogno di capacità informatiche delle aziende italiane.
Un mese dopo l’inizio del corso nella vita di Shorsh, come in quella di ognuno di noi, è arrivato qualcosa di inatteso che ha rischiato di cancellare il sogno di ricominciare. Ma nonostante la pandemia il corso non si è fermato e all’inizio di aprile Shorsh ha firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato – come sedici dei suoi compagni di classe - il primo della sua seconda vita. Adesso Shorsh ha la possibilità di immaginare un futuro e anche se a Torino vive solo e non ha amici ha capito che può chiamare casa la prima capitale d’Italia.
📬 Su di oggi, o sul sito www.mariocalabresi.it, potete leggere integralmente la storia di Shorsh. La sua avventura umana ci racconta come dietro definizioni come “rifugiati” o “richiedenti asilo”, parole stravolte e deturpate nelle polemiche politiche, ci siano migliaia di vite, una diversa dall’altra, e tantissime mani invisibili che ogni giorno lavorano per rammendare esistenze e costruire futuro.