29/10/2024
[ Di formazione, scelte, lavoro e felicità ]
Periodicamente risento le persone che hanno lavorato con me in percorsi di consulenza di carriera per conoscerne gli sviluppi e rimanere aggiornata.
Ed è forse la parte più interessante del mio lavoro perchè non è solo capire come risponde il mercato ma anche qual è la nostra risposta a quei movimenti.
Negli ultimi giorni la maggior parte degli aggiornamenti che ho ricevuto riguarda l'aver intrapreso percorsi formativi più che azioni di avvicinamento al mercato.
L'aver messo in stand by la ricerca attiva di un nuovo lavoro, in favore di un corso.
Che poi anche formarsi è una forma di avvicinamento al mercato ma mai come in questo periodo mi sembra rappresenti anche e soprattutto altro.
Tante forme di altro.
Una sorta di comfort food, una boccata d'ossigeno, una fuga su un'isola non deserta.
Prendere tempo, acquisire sicurezza, aggiungere conoscenza.
"Nascondersi" in aula per non scegliere fuori.
Approfondire interessi personali, allargare.
Tentare di uscire dalla propria storia, non sempre scritta e scelta da noi, per spostarsi in ruoli o settori differenti.
Non ho mai tanto creduto nella formazione come strategia di ricollocazione lavorativa nel senso che da sola a mio avviso non basta, in particolar modo per profili middle e senior.
Credo altresì fortemente nella formazione come momento di cura di sè, di curiosità, di scoperta del mondo. Opportunità per cambiare le proprie forme.
Non una conditio sine qua non per cambiare lavoro, sicuramente un passaggio utile in termini di identità e di felicità.
Perchè non è soltanto questione di carriera.
Cosa ne pensate?