12/06/2023
LE "MALE PAROLE" contro di chi ci TEME ! Semplicemente perchè siamo e saremo sempre i MIGLIORI !!
“Gli italiani hanno sempre vissuto oltre le loro possibilità: è giunto il momento di adeguarsi!”
Posizioni simili sono largamente condivise negli ambienti europei e sono basate su una narrazione falsa prodotta dalla nostra stampa, un danno enorme per il Paese.
Nello specifico, l’Italia vanta una produzione industriale seconda solo a quella tedesca e ha sempre esportato più beni industriali di quanti ne abbia importati, persino durante la crisi pandemica. Questo dato (OCSE) basta a smentire quanto sopra…
La bugia dei “compiti a casa”…che hanno fatto più male che bene
I dati del Fondo monetario internazionale mostrano come l’Italia, tra il 1992 e il 2009, abbia intrapreso il sentiero di austerità più severo tra le altre economie avanzate. Ne hanno risentito voci di spesa come quella per i servizi sanitari e sociali, che, in termini pro capite, sono molto più basse che in Germania e Francia. È stato quindi l’onere degli alti interessi da ripagare a pesare maggiormente sullo stato delle finanze pubbliche italiane. Inoltre, manovre di bilancio restrittive hanno contribuito all’indebolimento della domanda domestica per beni e servizi, riducendo così le prospettive di crescita economica.
Narrazione pessima e distorta
Se si guarda la bilancia commerciale dell’Italia, questa affermazione rsulta oltremodo equivoca, considerando che dal 2012 l’Italia ha sempre registrato un volume di esportazioni maggiore di quello delle importazioni. Usando questa lente, l’Italia sta vivendo al di sotto delle proprie possibilità, e non viceversa. Si racconta il contrario e si porta avanti l’idea del “paese cicala”. Nulla di più falso.
Il debito del settore privato in Italia è relativamente basso rispetto a quello di altri Paesi Ocse. Anche se il livello del debito totale non rappresenta un problema per l’Italia se paragonato ad altri Paesi, l’attenzione mediatica si concentra sul famigerato rapporto tra debito pubblico e Pil.
Tutti motivi per cui con un volume economico da 3000 miliardi ed un patrimonio di 9000 il Pnrr pare veramente un tunnel in cui sarebbe stato meglio non entrare, prestiti che non risolvono nulla e pieni di norme inattuabili, soldi a fondo perduto pochi.
Politici seri e lungimiranti avrebbero puntato ad investimenti a debito, sul lungo e fatto una battaglia sulla riforma del patto di stabilità (il vero nodo che ci blocca…).
Invece chi era al governo ha preferito costruire un cappio per dare problemi a chi sarebbe arrivato dopo, inutile che si continui a non raccontare…
Ma se il PNNR è così conveniente perché in pratica ci sono stati fuori praticamente tutti? Stati dell’Est strutturalmente deboli in primis…
Il disegno a chi ragiona è chiaro, la seconda industria europea fa paura se liberata da certi cappi e soprattutto se classificata con un dato reale: il debito aggregato.