15/10/2026
La fatica lavorativa non dipende soltanto dalla quantità di attività da svolgere, ma anche da come sono distribuite e organizzate nel corso della giornata.
E-mail, riunioni, notifiche, telefonate e richieste improvvise ci portano spesso a passare rapidamente da un compito all’altro. In psicologia cognitiva questo fenomeno si chiama task switching.
Non si tratta propriamente di multitasking: nella maggior parte dei casi, non svolgiamo più attività contemporaneamente, ma spostiamo continuamente l’attenzione da una all’altra. Ogni passaggio richiede uno sforzo per recuperare obiettivi, informazioni e priorità del nuovo compito.
🔎 Quali sono le conseguenze?
Uno studio del 2008 di Gloria Mark e colleghi, The Cost of Interrupted Work: More Speed and Stress, ha evidenziato che, quando vengono interrotte, le persone tendono a lavorare più velocemente per recuperare il tempo perso, ma sperimentano anche maggiore stress, frustrazione e pressione temporale.
Quando le interruzioni si moltiplicano, il costo cognitivo può diventare significativo:
✨aumenta il carico mentale;
possono crescere gli errori;
✨può servire più tempo per completare le attività;
✨a fine giornata possiamo sentirci più stanchi, anche senza aver lavorato più del solito.
💡 Cosa possiamo fare?
Il benessere lavorativo passa anche dall’organizzazione del lavoro. Pianificare le attività, proteggere i momenti di concentrazione, ridurre le interruzioni non necessarie e prevedere pause adeguate può aiutare a rendere la giornata più sostenibile.
Perché non conta soltanto quanto lavoro svolgiamo, ma anche quante volte chiediamo alla nostra mente di ri-orientarsi.
E tu, quanto spesso durante la giornata riesci a concentrarti su un’attività senza interruzioni?
📚 Fonte: Mark, Gudith & Klocke (2008), “The Cost of Interrupted Work: More Speed and Stress”, CHI.