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Marketing Garage MARKETING GARAGE: L'officina dove nascono le migliori idee di Business. http://4incentive.com

Ogni settimana interviste con imprenditori e professionisti del marketing e del digital marketing che hanno dimostrato di saper ottenere risultati significativi nel loro campo. INCENTIVE, REWARDS, LOAYLTY
Increase distribution channels sales with the innovative mechanicals of our incentives platform.

Chi non adotta l’ai verrà superato! La storia di Datapizza: 10 milioni per portare AI nelle aziendeCome si porta davvero...
27/08/2026

Chi non adotta l’ai verrà superato! La storia di Datapizza: 10 milioni per portare AI nelle aziende

Come si porta davvero l’Intelligenza Artificiale dentro le aziende? E cosa succede quando l’AI smette di essere un semplice chatbot e inizia a entrare nei processi, nelle decisioni e nel lavoro quotidiano delle organizzazioni?

In questa puntata del Business Garage Gianluca Testa intervista Alessandro Risaro, co-founder di DataPizza, una delle realtà italiane più interessanti nel mondo dell’Intelligenza Artificiale.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

DataPizza ha seguito un percorso decisamente particolare: nata come community dedicata a data science e AI, è cresciuta fino a superare 500.000 persone sui social, trasformandosi progressivamente in una realtà che oggi integra recruiting, formazione, consulenza, sviluppo software e soluzioni di Intelligenza Artificiale per le aziende.

Dopo una crescita iniziale in bootstrapping, DataPizza ha inoltre raccolto un round Serie A da 10 milioni di euro, con l’obiettivo di accelerare ulteriormente lo sviluppo e il deployment dell’AI nelle organizzazioni.
Ma il punto centrale della conversazione non è il finanziamento.

La vera partita sarà ridisegnare processi, collegare dati, persone e sistemi e capire dove inserire l’intelligenza artificiale per ottenere un vantaggio competitivo concreto.

Parliamo quindi di:

🤖 AI agentica e agenti AI
Perché il recente aumento delle capacità dei modelli sta rendendo finalmente possibili agenti capaci di lavorare su processi multi-step, correggersi e mantenere il contesto.

🏢 AI Transformation nelle aziende
Cosa significa veramente trasformare un’organizzazione attraverso l’AI e perché tecnologia, persone, formazione e processi devono evolvere insieme.

🔓 Open source, open weight e modelli proprietari
Le aziende dovrebbero affidarsi completamente a OpenAI, Anthropic, Google e agli altri grandi player oppure costruire architetture più agnostiche?

⚙️ La piattaforma agentica sviluppata da DataPizza
Alessandro racconta il lavoro sulla loro piattaforma di orchestrazione di agenti tramite workflow, progettata per collegare le fonti dati aziendali e accelerare enormemente il deployment di soluzioni AI.

🚀 Il modello “Hybrid Company”
Prodotto e consulenza insieme: una piattaforma tecnologica affiancata da persone che lavorano direttamente sui processi del cliente.

📈 Il round da 10 milioni di euro
Perché DataPizza ha scelto di raccogliere capitali soltanto dopo aver già costruito un business significativo e come intende utilizzare le nuove risorse per aumentare la capacità di delivery.

👉 Se la puntata ti è piaciuta, iscriviti al canale, lascia un like e scrivi nei commenti cosa ne pensi.

Quale sarà secondo te il vero vantaggio competitivo delle aziende nell’era dell’AI agentica?

E soprattutto: le aziende italiane stanno adottando l’Intelligenza Artificiale abbastanza velocemente?

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Questa intervista è offerta da Garage Academy, l’Officina dell’AI.
Garage Academy è la piattaforma enterprise per l’apprendimento verticale dell’intelligenza artificiale e la costruzione di soluzioni agentiche per aziende e team di lavoro: https://garageacademy.ai/
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CAPITOLI:
00:00 Introduzione Alessandro Risaro, Datapizza
07:44 Come è nata la community di DataPizza
10:46 OpenAI, Anthropic e modelli Open Source
19:10 Costi dei token, governance e FinOps dell’AI
23:11 La piattaforma di agenti AI sviluppata da Datapizza
28:11 Il modello Hybrid Company: prodotto + consulenza
29:29 Il round da 10 milioni di euro
32:48 DataPizza: un naming adatto al mondo Enterprise?
34:59 Espansione internazionale: perché partire dall’Italia
36:51 Come imparare davvero a usare l’AI
42:23 AI: Dipendente Potenziato o Decadimento Cognitivo
47:06 Periodo di grandi opportunità o grande illusione
50:48 Wrapper AI: quali sopravviveranno?
53:40 Lovable, Claude Code e il valore della UX
57:23 Domande personali ad Alessandro Risaro

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

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Ho ucciso il mio vecchio Brand! Nasce oggi SaleStack, la piattaforma AI Agentica per le VenditeHo deciso di uccidere un ...
19/08/2026

Ho ucciso il mio vecchio Brand! Nasce oggi SaleStack, la piattaforma AI Agentica per le Vendite

Ho deciso di uccidere un mio brand.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Sì, ho commesso un errore. E visto che avevo promesso di raccontare questo progetto in modalità building in public, credo sia giusto raccontare anche quello che non ha funzionato.

Sui social siamo abituati a vedere imprenditori che raccontano successi, intuizioni e traguardi. Ma fare impresa significa anche prendere decisioni sbagliate, cambiare idea e avere il coraggio di correggere la rotta.

In questo caso ho sbagliato proprio su qualcosa che fa parte del mio lavoro da anni: la costruzione di un brand e la scelta del suo nome.

Dopo oltre 20 anni di esperienza con 4incentive abbiamo deciso di ripensare completamente la nostra piattaforma dedicata alle vendite. Il prodotto era cambiato, i servizi erano aumentati e il mondo delle campagne incentive e loyalty rappresentava ormai soltanto una parte di quello che stavamo costruendo.

Da questa esigenza era nato BeBoom.

L'idea era semplice: comunicare crescita, energia e un “boom” delle vendite. Ma c'era un problema che nel tempo è diventato impossibile ignorare: quel nome non mi aveva mai convinto fino in fondo, soprattutto rispetto al mercato Enterprise al quale ci rivolgiamo.

Nel frattempo, poi, è successo qualcosa di ancora più importante: l'esplosione dell'Intelligenza Artificiale generativa e degli LLM ha completamente modificato lo scenario.

Non è cambiato soltanto il modo di comunicare il prodotto. È cambiato il prodotto stesso.

Abbiamo integrato sistemi avanzati di analisi dei dati, strumenti basati sull'AI, automazioni e vere e proprie soluzioni agentiche capaci di supportare le aziende nelle decisioni commerciali.

A tutto questo si aggiunge un patrimonio costruito in circa vent'anni di attività: dati di vendita anonimizzati, conoscenza dei processi distributivi e progetti sviluppati insieme a grandi aziende appartenenti a settori molto diversi.

A quel punto mi sono posto una domanda:
ha davvero senso continuare a investire su un brand nel quale non credo completamente, soltanto perché lo abbiamo già lanciato?

La risposta è stata no.

Cambiare nuovamente nome significa assumersi un rischio. Può creare confusione sul mercato e tra i clienti. Ma continuare nella direzione sbagliata soltanto per evitare di ammettere un errore, secondo me, avrebbe creato un problema ancora più grande.

Così ho deciso di chiudere BeBoom.

Al suo posto nasce SALESTACK (https://sale-stack.ai/).

SALESTACK è una soluzione agentica basata sull'Intelligenza Artificiale progettata per aiutare le aziende a comprendere meglio i propri dati commerciali, attivare le reti di vendita, automatizzare processi e individuare nuove opportunità di crescita.

Uno stack di dati, tecnologia, automazioni e agenti AI dedicati alle vendite.

Per certi versi considero SALESTACK quasi una startup. Ma una startup particolare: alle spalle ha vent'anni di esperienza, progetti realizzati con grandi aziende e una conoscenza dei processi di vendita costruita direttamente sul campo.

Continuerò a raccontare pubblicamente come stiamo costruendo questo progetto: le scelte strategiche, l'evoluzione del prodotto, i cambiamenti di direzione e anche gli errori.

Perché per me building in public non significa raccontare soltanto quello che funziona. Significa raccontare anche quello che avremmo potuto fare meglio.

E ora sono curioso di conoscere la tua opinione:
tu cosa avresti fatto al mio posto?

Avresti continuato a investire su BeBoom per evitare ulteriore confusione oppure avresti deciso di cambiare nuovamente nome?

Scrivimelo nei commenti.

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Contenuti AI senza perdere identità, qualità e controllo. Massimiliano Squillace racconta Contents.comChe cosa distingue...
06/08/2026

Contenuti AI senza perdere identità, qualità e controllo. Massimiliano Squillace racconta Contents.com

Che cosa distingue un contenuto di valore da uno generato con l’intelligenza artificiale soltanto per fare quantità?

In questa puntata di Business Garage Gianluca Testa intervista Massimiliano Squillace, founder e CEO di Contents.com, piattaforma enterprise dedicata alla produzione, all’orchestrazione e alla governance di contenuti multilingua e multiformato.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Serial entrepreneur con cinque exit alle spalle, Squillace racconta la nascita di Contents.com, fondata nel 2021, prima dell’esplosione popolare dell’AI generativa. Oggi l’azienda conta circa 120 dipendenti, quattro sedi internazionali e ha raccolto circa 30 milioni di dollari da investitori italiani e internazionali.

🤖 AI generativa e qualità dei contenuti
Utilizzare un modello generalista non garantisce automaticamente risultati utili. La qualità dipende dai dati, dal contesto aziendale e dalla capacità delle persone di guidare correttamente la tecnologia.
Per questo Squillace ribadisce l’importanza dello human in the loop: l’AI può accelerare il lavoro, ma sono ancora le persone a definire obiettivi, identità del brand e criteri di qualità.

🧠 Oltre 200 modelli AI in un’unica piattaforma
Contents.com è collegata a più di 200 modelli linguistici e può selezionare quello più adatto in base al singolo caso d’uso.

🏢 Governance, compliance e protezione dei dati
Nelle grandi aziende, la produzione di contenuti coinvolge spesso diversi reparti e livelli di approvazione.
La piattaforma integra tono di voce, linee guida, regole aziendali e processi di governance.

⚙️ Dalla creazione di contenuti agli agenti AI
Contents.com sta evolvendo verso un modello sempre più agentico. Un’azienda può chiedere alla piattaforma di organizzare una campagna, creare gli strumenti necessari e coordinare più agenti per eseguire le diverse attività.

🚀 Startup, crescita ed ex*****on
Durante l’intervista parliamo anche di fundraising, vendita di software enterprise, espansione internazionale, acquisizioni e ingresso nel mercato statunitense.

Da founder e investitore, Squillace mette al centro soprattutto le persone. Le idee valgono poco senza conoscenza del mercato, capacità di ex*****on, determinazione e un team capace di trasformare una visione in risultati concreti.

Una conversazione utile per imprenditori, manager, professionisti del marketing e aziende che vogliono utilizzare l’intelligenza artificiale senza rinunciare a qualità, controllo e identità.

👍 Iscriviti a Business Garage, lascia un like e raccontaci nei commenti quale riflessione di Massimiliano Squillace ti ha colpito maggiormente.

🎧 La puntata è disponibile anche su Spotify.

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Da una pagina Instagram a un ecosistema globale del design: la storia di DesignWanted🎙️ In questa puntata del Business G...
31/07/2026

Da una pagina Instagram a un ecosistema globale del design: la storia di DesignWanted

🎙️ In questa puntata del Business Garage, Gianluca Testa intervista Patrick Abbattista, founder e CEO di DesignWanted, media brand internazionale dedicato al design contemporaneo, all’innovazione e alle connessioni tra designer e aziende.

Nato nel 2015 come una pagina Instagram gestita personalmente da Patrick, DesignWanted si è trasformato nel tempo in un ecosistema globale capace di mettere in relazione progettisti, brand, università, eventi e community creative provenienti da tutto il mondo.

Il suo claim, “Connecting the world through design”, sintetizza una visione precisa: il design non è soltanto estetica, ma un linguaggio capace di creare relazioni, raccontare culture e trasformare le idee in esperienze concrete.

Durante l’intervista approfondiamo il rapporto tra design, marketing e impresa. Patrick spiega perché il design dovrebbe essere considerato prima di tutto un processo: osservare le persone, comprenderne i bisogni, progettare, prototipare, testare e migliorare continuamente una soluzione.

Parliamo di:
🔹 perché la bellezza, da sola, non è sufficiente a creare un prodotto di successo;
🔹 che cosa il marketing può imparare dall’empatia e dal metodo dei designer;
🔹 perché le aziende design-driven riescono spesso a guidare l’innovazione nei propri mercati;
🔹 come scegliere tra designer interni, studi esterni e collaborazioni con grandi firme;
🔹 il valore del Made in Italy e la necessità di rinnovarlo senza vivere soltanto della propria storia;
🔹 la crescita del design cinese e il rapporto sempre più stretto tra progettazione e capacità produttiva;
🔹 come l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro dei designer e la formazione dei giovani;
🔹 perché l’AI può amplificare una visione personale, ma rischia anche di produrre risultati mediocri e indistinguibili;
🔹 come costruire una community internazionale senza mettere necessariamente il founder al centro della comunicazione.

Patrick racconta anche alcuni dei format sviluppati da DesignWanted, come Ideas for Business, che collega imprese e designer internazionali attraverso brief e call creative, e Behind, il progetto editoriale che entra negli studi dei designer per mostrare non soltanto il risultato finale, ma il processo, le intuizioni e il lavoro che precedono la nascita di un prodotto.

💬 Il design può davvero cambiare le performance di un’azienda?Scrivilo nei commenti e raccontaci quale prodotto, spazio o brand consideri un esempio di design riuscito.

Stefano Quintarelli: l’uomo che ha contribuito a digitalizzare l’Italia e ha ideato lo SpidQuanto conta avere una buona ...
24/07/2026

Stefano Quintarelli: l’uomo che ha contribuito a digitalizzare l’Italia e ha ideato lo Spid

Quanto conta avere una buona idea? E quanto conta lanciarla nel momento giusto? In questa puntata di Marketing Garage incontriamo Stefano Quintarelli, imprenditore tecnologico, protagonista della nascita di internet in Italia, founder di Rialto Venture Capital e considerato il padre dello SPID.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Una conversazione che attraversa oltre trent’anni di innovazione: dai primi collegamenti internet per le imprese ai data center, dalla digitalizzazione dei servizi all’intelligenza artificiale e al Venture Capital.

🚀 Il timing può determinare il successo di un’impresa�Una buona idea e un’ottima ex*****on non bastano se il mercato non è ancora pronto.

🌐 Dalla nascita di internet allo SPID�Con INET, Quintarelli ha contribuito alla diffusione di internet nelle aziende italiane, anticipando modelli legati a infrastrutture, hosting e data center.

🤖 L’AI è un’opportunità, non una scorciatoia�Può accelerare lo sviluppo di prodotti e ridurre il time-to-market, ma non sostituisce la conoscenza del mercato, dei clienti e dei problemi da risolvere.

💡 Cosa cerca un investitore in un founder?�Prima della tecnologia vengono le persone: esperienza, energia, affidabilità e capacità di comprendere davvero il problema.

📚 La lezione finale è semplice: le tecnologie cambiano, ma per distinguere le vere opportunità dalle mode bisogna continuare a studiare.

Una puntata dedicata a imprenditori, manager, founder, investitori e professionisti dell’innovazione.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

CAPITOLI:
00:00 Il timing può decidere il successo di un’azienda
00:38 Introduzione Stefano Quintarelli e l’IPO record di I.NET
02:40 Gli esempi di Fastweb e Tiscali
09:34 La nascita dello Spid e la digitalizzazione dell'Italia
11:27 L'esperienza Venture Capital con Rialto VC con focus su Hard Tech
14:13 L'esperienza di studio estera
16:57 La strategia dei picconi nelle rivoluzioni tecnologiche
18:45 Come sono cambiati startup e Venture Capital
26:17 AI: epoca delle opportunità o delle illusioni?
33:50 I primi data center e la nascita dell’Housing
47:50 Il modello di business di Bending Spoons
49:50 Leadership, compromesso e decisioni complesse
59:26 Come è nato lo SPID
01:08:34 La nascita di Rialto Venture Capital
01:14:06 Il test delle 3 di notte per scegliere un founder
01:18:20 Rialto VC: Round Serie A come Lead Investor
01:21:37 Il Give Back dei Founder di Successo
01:26:53 Perché l’Europa fatica a competere con gli Stati Uniti
01:34:18 Domande personali a Stefano Quintarelli

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

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GARAGISTI TECH: Non restare indietro nell’apprendimento dell’AI: dati, agenti e competenzeL’intelligenza artificiale sta...
22/07/2026

GARAGISTI TECH: Non restare indietro nell’apprendimento dell’AI: dati, agenti e competenze

L’intelligenza artificiale sta diventando più semplice per l’utente comune, ma sempre più complessa per chi deve utilizzarla seriamente all’interno di un’azienda. 🤖

In questa puntata dei Garagisti Tech, Gianluca Testa ne parla con Giovanna Panucci, avvocata esperta di protezione dei dati, AI e legal prompting, e Piero Savastano, consulente e ricercatore specializzato in intelligenza artificiale, neuroscienze computazionali e tecnologie open source.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Al centro della conversazione c’è una domanda fondamentale: le aziende devono continuare ad affidarsi alle grandi piattaforme cloud oppure iniziare a costruire sistemi AI più controllabili, personalizzati e integrati con i propri dati?

Durante la puntata approfondiamo:
🔹 perché dati, documenti e conoscenza aziendale stanno diventando gli asset più importanti;
🔹 quali rischi possono nascere quando un assistente AI accede a repository, file e informazioni non necessari;
🔹 come utilizzare modelli locali, soluzioni open source e infrastrutture in-house;
🔹 perché MCP potrebbe diventare uno degli standard più importanti per collegare agenti AI, software, database e servizi;
🔹 come Claude Code, agenti e strumenti di sviluppo stanno modificando il rapporto tra professionisti e programmazione;
🔹 se piattaforme come Lovable e Replit continueranno ad avere spazio accanto agli agenti di coding più avanzati;
🔹 come scegliere modelli diversi in base al compito e ridurre il consumo di token;
🔹 perché pulire frequentemente il contesto può rendere gli agenti più economici, precisi ed efficienti;
🔹 come organizzare istruzioni, competenze e processi attraverso file di sistema, skill e sotto-agenti;
🔹 perché la sensazione di essere sempre un passo indietro può essere, in realtà, il segnale che si sta imparando davvero.

La puntata affronta anche l’evoluzione del prompting: non basta più formulare una singola domanda ben scritta. Diventa necessario definire correttamente obiettivi, contesto, vincoli, risultati attesi e livello di supervisione.

L’AI non elimina il lavoro umano e non opera sempre in completa autonomia. Aumenta enormemente le possibilità di un professionista, ma richiede metodo, controllo, sperimentazione continua e una profonda conoscenza dei propri processi.
Una conversazione tecnica ma concreta, ricca di esempi, strumenti e “bulloncini” immediatamente applicabili nel lavoro quotidiano. 🔧

👍 Lascia un like al video�💬 Raccontaci nei commenti quali agenti AI stai utilizzando�🔔 Iscriviti al canale per non perdere le prossime puntate dei Garagisti Tech

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Perché le aziende del futuro metteranno le competenze prima dei ruoli. Come si costruisce un'azienda capace di crescere ...
15/07/2026

Perché le aziende del futuro metteranno le competenze prima dei ruoli. Come si costruisce un'azienda capace di crescere valorizzando davvero le persone? 🚀

In questa puntata di Business Garage, Gianluca Testa intervista Pietro Maria Picogna, Founder & CEO di Pack, startup AI-native che aiuta le aziende a mappare, sviluppare e valorizzare le competenze delle persone.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Durante l'intervista parliamo di leadership, cultura aziendale, crescita delle startup, AI applicata alle risorse umane e delle competenze che renderanno le organizzazioni più efficaci nei prossimi anni.

Tra gli argomenti affrontati:
✅ come usare l'AI per supportare lo sviluppo delle persone
✅ perché la cultura aziendale è un vero vantaggio competitivo
✅ come nasce una startup internazionale
✅ leadership, mentoring e crescita personale
✅ il ruolo delle competenze nel futuro del lavoro
✅ come costruire team motivati e ad alte prestazioni
✅ raccolta di investimenti e crescita di un'azienda innovativa

Se ti occupi di imprenditoria, HR, management o innovazione, questa intervista offre molti spunti concreti.

CAPITOLI:
00:00 AI HR: Tecnologia applicata alle Risorse Umane
01:38 Chi è Pietro Maria Picogna e la nascita di Pack
06:05 Perché la cultura aziendale conta più del prodotto
09:24 Perché proprio l'HR?
13:22 Skill mapping: capire davvero le competenze dei dipendenti
15:58 Perché molte aziende non riescono a innovare
20:23 Pack ha Clienti importanti... Focus sulla Cultura aziendale
22:45 Feedback Clienti e sviluppo nuove Feature
26:10 Come trattenere i talenti all'interno delle Aziende
28:02 Le Skill che servono nell'era dell'AI
30:06 SBO Skills-Based Organization: Competenze Vs Ruoli
33:06 AI: dipendente dimezzato o dipendente potenziato
37:32 Dove allocare il costo dei Token?
39:28 Fundraising e Unicorni
41:26 Il mio primo Pitch
44:13 Go to Market nel settore HR
51:28 Sbarcare negli Stati Uniti
56:42 Domande personali a Pietro Maria Picogna (Pico)

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

I 5 strati della torta AI: semiconduttori, cloud, energia, modelli e applicazioniIn questa puntata di Marketing Garage, ...
08/07/2026

I 5 strati della torta AI: semiconduttori, cloud, energia, modelli e applicazioni

In questa puntata di Marketing Garage, Gianluca Testa intervista Alessandro Aresu, esperto di tecnologia, mercati asiatici, semiconduttori e intelligenza artificiale.

Al centro della conversazione c’è una domanda molto concreta: cosa serve davvero per competere nell’intelligenza artificiale?
Non basta avere un buon modello. L’AI è una filiera complessa fatta di più livelli: semiconduttori, energia, cloud, infrastrutture, software, applicazioni, capitale umano e capacità industriale. Aresu la descrive come una “torta a cinque strati”, in cui ogni livello è decisivo per trasformare la tecnologia in valore reale per imprese, mercati e persone.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Durante l’intervista abbiamo parlato di:

🇨🇳 Cina e innovazione
Perché la Cina non può più essere liquidata come il Paese che “copia” e basta, e come è riuscita a costruire ecosistemi tecnologici capaci di competere con gli Stati Uniti.

⚙️ USA, Cina ed Europa
Perché la competizione tecnologica non è solo una sfida tra democrazie e autoritarismi, ma una battaglia tra modelli di potenza, capacità industriale, capitale umano e controllo delle filiere.

🧠 Nvidia e Jensen Huang
Come Nvidia è diventata l’azienda simbolo dell’intelligenza artificiale, non solo grazie ai chip, ma grazie al controllo della supply chain, al software, al networking e alla capacità di vendere infrastruttura AI al mondo intero.

🇹🇼 Taiwan e TSMC
Perché Taiwan è contemporaneamente uno dei luoghi più sicuri e più delicati del pianeta, e perché la concentrazione della produzione avanzata di semiconduttori è un nodo strategico globale.

🚗 BYD, auto elettriche e crisi europea�Come la Cina è riuscita a conquistare una posizione fortissima nell’automotive elettrico, mentre l’Europa paga anni di ritardi, dividendi distribuiti e investimenti industriali mancati.

📱 Huawei e le sanzioni americane�Perché il tentativo degli Stati Uniti di indebolire Huawei ha prodotto anche effetti inattesi, spingendo l’azienda cinese a riorganizzare la propria filiera e rafforzare alcune capacità interne.

🤖 DeepSeek, Mistral e l’AI europea�Che spazio può avere l’Europa nell’intelligenza artificiale? Aresu spiega perché non basta avere un modello: servono energia, semiconduttori, infrastruttura, cloud, applicazioni e soprattutto industria capace di adottarle.

Questa non è solo una puntata sulla Cina.
📱 Apple, Huawei, Meta e le grandi piattaforme�Una riflessione sul ruolo delle big tech, sulle loro strategie e su come l’AI stia cambiando prodotti, servizi e mercati digitali.

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Da video noiosi a contenuti memorabili, la strategia di Fabrizio Parisi, CEO di SUPERBELLOPerché così tanti video corpor...
25/06/2026

Da video noiosi a contenuti memorabili, la strategia di Fabrizio Parisi, CEO di SUPERBELLO

Perché così tanti video corporate sembrano tutti uguali?�Perché spesso annoiano?�E soprattutto: come si costruisce un contenuto aziendale che non sia solo “bello”, ma che abbia davvero un senso per chi lo guarda? 🎥

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

In questa puntata di Marketing Garage Gianluca Testa intervista Fabrizio Parisi, Founder & CEO di SUPERBELLO, Event Boutique & Video Factory milanese specializzata in produzione video, live communication, motion graphics, eventi e format digitali.

Durante l’intervista Fabrizio racconta perché, secondo lui, il grande nemico della comunicazione aziendale è spesso la paura: paura di esporsi, paura di essere troppo diretti, paura di uscire dai codici istituzionali, paura del legal, della compliance e delle troppe approvazioni interne. Il risultato? Video tecnicamente perfetti, ma deboli dal punto di vista strategico.

Con Fabrizio abbiamo parlato di:

✅ perché i video corporate annoiano così spesso;�

✅ come trovare l’equilibrio tra creatività, compliance e identità aziendale;�

✅ cosa significa costruire un video “emozionale” senza cadere nel cliché;

✅ perché in un video aziendale non si può dire tutto;�

✅ l’importanza della pre-produzione e dello storytelling;

✅ come un evento può continuare a vivere per mesi attraverso contenuti, aftermovie, backstage, interviste e highlight;

✅ il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione video;�

✅ come misurare il successo di un evento o di un contenuto;�

✅ il valore del team, del passaparola e dei progetti come biglietto da visita;�

✅ la crescita di SUPERBELLO e la visione per i prossimi anni.

Fabrizio Parisi si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano e ha costruito il suo percorso tra produzione, agenzie, creatività e organizzazione. Prima di SUPERBELLO ha fondato Kaizeen, digital agency che ha lavorato con brand internazionali nei settori fashion e finance.

Nella conversazione emerge anche il lato più personale di Fabrizio: la convivenza con il diabete di tipo 1 dall’età di tre anni, il rapporto con la disciplina, la preparazione alle maratone di New York e Berlino, e l’obiettivo di completare il circuito delle Abbott World Marathon Majors. 🏃‍♂️

Perché, come dice Fabrizio, prima ancora di avere successo, un contenuto deve avere senso.

👇 Scrivi nei commenti quale passaggio dell'intervista ti ha colpito di più.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

GARAGISTI TECH: MANGOS, SpaceX, Agenti AI , IPO, ed Apple: chi comanda davvero la nuova era dell’AI?🔧 In questa nuova pu...
20/06/2026

GARAGISTI TECH: MANGOS, SpaceX, Agenti AI , IPO, ed Apple: chi comanda davvero la nuova era dell’AI?

🔧 In questa nuova puntata di Garagisti Tech alziamo la serranda su una settimana densissima per il mondo tech, AI, startup e mercati. 🚀

Insieme a Vincenzo Cosenza, Luca Barboni e Gianluca Testa, commentiamo alcune delle notizie più interessanti del momento, cercando come sempre di andare oltre il titolo e portarci a casa qualche “bullone” utile da avvitare agli ingranaggi delle nostre aziende.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

🥭 Arrivano i MANGOS�Partiamo dai MANGOS, il nuovo acronimo che Wall Street usa per indicare i player più rilevanti della nuova era tecnologica: Meta, Anthropic, Nvidia, Google, OpenAI e SpaceX. Una sigla che segna simbolicamente il superamento dei vecchi FAANG e racconta molto bene il passaggio da un’economia dominata dalle piattaforme digitali a una guidata da AI, infrastrutture, spazio e potenza computazionale. Rimangono fuori Apple e Amazon.

🤖 Hermes e il lavoro agentico�Parliamo poi di Hermes, un nuovo agente AI open e agnostico, utilizzabile anche in locale, che apre un tema sempre più centrale: come sta cambiando il nostro modo di lavorare con gli agenti? Dal terminale a Visual Studio Code, da Claude Code ad Antigravity, fino agli strumenti più accessibili per creare workflow e automazioni, la domanda è sempre la stessa: questi strumenti ci rendono davvero più produttivi o rischiano di illuderci di poter costruire qualunque cosa?

💸 Claude e la fine dell’AI “flat”�Altro tema caldo: Claude cambia modello di pricing per alcuni utilizzi agentici. L’epoca dell’abbonamento flat inizia a scricchiolare e l’AI si avvicina sempre più a una logica “a consumo”, quasi come una bolletta dell’intelligenza artificiale. Una trasformazione che può avere un impatto enorme su aziende, sviluppatori, creator e consulenti.

🛑 Anthropic, modelli bloccati e geopolitica dell’AI�Entriamo poi nella parte più geopolitica della puntata con il caso Fable 5 e Mythos 5, i modelli di Anthropic bloccati per motivi legati alla sicurezza nazionale e ai controlli sull’esportazione. Quando un modello AI diventa abbastanza potente, smette di essere solo software e diventa infrastruttura strategica, leva industriale e questione geopolitica.

🇪🇺 Mistral e la sfida europea�Da qui il ragionamento si sposta sull’Europa: Mistral prova a raccogliere nuovi capitali per restare nella partita dell’AI generativa, ma la domanda resta aperta: l’Europa può ancora competere sui modelli di frontiera o deve giocare una partita diversa, più applicativa, verticale e industriale?

🚀 SpaceX, OpenAI, Anthropic e la stagione delle IPO�Ampio spazio anche alla stagione delle grandi IPO tech: SpaceX, OpenAI, Anthropic e il possibile sbarco a Wall Street di Bending Spoons. Una nuova ondata che non riguarda solo la finanza, ma il modo in cui il mercato sta provando a dare un prezzo al futuro dell’intelligenza artificiale, dello spazio, delle infrastrutture e della distribuzione.

🍏 Apple Intelligence e il rischio di perdere il treno dell’AI�Infine parliamo di Apple Intelligence, del ritardo di Apple sull’AI, del rapporto con Gemini, della possibile trasformazione dell’iPhone in un marketplace di intelligenze artificiali e dell’istruttoria AGCM legata al Digital Markets Act. Apple resta un love brand fortissimo, ma il punto è chiaro: nell’era dell’AI, la distribuzione non basta più se qualcuno riesce a cambiare il corso del fiume a monte.

⚙️ Una puntata ricca, concreta e molto Garage�Meno hype, più bulloni. Come sempre, Garagisti Tech è il nostro antidoto contro lo stress di restare aggiornati su un mondo tech che cambia ogni settimana.

👉 Alziamo la serranda. Si parte.

🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️

Indirizzo

Via Sardegna 2
Vado Ligure
17047

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+39 019 216 2186

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