19/03/2018
Oneri, caos sulla socializzazione in bolletta
http://bollettaok.com/luce-e-gas/
“Stiamo assistendo a un dibattito In cui c’è molta superficialità e un po’ di Ipocrisia”. Così Il presidente di Elettricità Futura, Simone Mori, definisce la polemica scoppiata sulla socializzazione In bolletta degli oneri di sistema non raccolti oggetto della delibera Arera 50/2018 sui distributori e del Dco 52/2018 che prefigura i rimborsi ai venditori.
“Superficialità”, dichiara Mori a QE, “per aver confuso per lungo tempo le crisi industriali e la povertà energetica con i cattivi pagatori. Ipocrisia perché se in Italia ci troviamo oggi con questo tasso di morosità abnorme, 6 miliardi di euro con il 70% dei morosi che pagano oltre i 180 giorni, è anche perché non è stata favorita l’adozione di norme che avrebbero contribuito a risolvere Il problema. E su questo negli anni passali il ruolo lo hanno avuto anche le associazioni dei consumatori”.
Il presidente di Elettricità Futura parla di “battaglia infinita per evitare il turismo elettrico”, delle difficoltà vissute dal Sistema indennitario e della mancata partenza di strumenti come Il blocco dello switching e l’elenco dei venditori previsto dalla Legge concorrenza. Il risultato, commenta il numero uno di Elettricità Futura, è che “oggi ci ritroviamo con un tasso di morosità e con un numero di operatori fuori dagli standard Ue”.
Nel mirino in questi giorni è finita anche l’Autorità per l’energia per aver spalmato su tutti i clienti gli oneri dei morosi. Per Il numero uno cli Elettricità Futura il regolatore “ha fatto non solo la cosa giusta, ma l’unica che si poteva fare, c’è una sentenza del Consiglio di Stato di cui tenere conto. Qual era l’alternativa?”, chiede Mori. “Non si può certo non remunerare chi ha realizzato gli impianti rinnovabili, non pagare Il bonus sociale, non coprire gli sgravi agli energivori che dopo tanta fatica hanno quello che devono avere”.
Ma, anche alla luce delle sentenze di giustizia amministrativa e Tribunale civile, non si poteva invece lasciare ai distributori il compito di vedersela direttamente con i venditori senza coinvolgere i consumatori? Per Mori “non è un’ipotesi percorribile in quanto il distributore è un soggetto completamente regolato che svolge il servizio di trasporto e che nell’ambito di questo servizio effettua la raccolta degli oneri parafiscali rispetto ai quali è formalmente e sostanzialmente passante. Più in generale, addebitare al distributore il pagamento degli oneri mancanti equivarrebbe a lasciare in capo alla società autostradale le tasse evase da un autotrasportatore”.
Quello che ora bisogna fare, conclude, è “un’azione di bonifica lungo tutta la catena in maniera tempestiva, strutturale e Incisiva”. La fiscalizzazione degli oneri potrebbe essere una soluzione? “Si apre un capitolo più complicato su cui non confiderei”.
Campagna sui social e su whatsapp: “Arriverà addebito di 35 euro”. Codacons: “Bufale, ma comunque impugneremo la delibera di Arera”. Confartigianato: “Bloccare il dco sui venditori”. E interviene anche il ministro Calenda.
Se all’inizio era confusione (QE 20/2) ora si può parlare cli vero e proprio caos.
La vicenda della socializzazione in bolletta degli oneri non pagati dai clienti morosi ha scatenato una reazione collettiva, in parte alimentata da notizie imprecise o false. E’ il caso della campagna partita ieri sera sul social network e su whatsapp, che annuncia un addebito di ben 35 euro sulla bolletta elettrica di aprile legato proprio al nodo morosità.
Cifra ovviamente campata in aria. Visto che proprio ieri Il direttore della divisione energia dell’Autorità, Clara Potetti, ha stimato un impatto sui clienti domestici cli circa 2 € annui (seppure in relazione al solo debito accumulato dai distributori nei confronti dei venditori, QE 22/2). Peraltro con tempistiche più a lungo termine e sulla base di un meccanismo “graduale”.
La stessa Codacons è intervenuta ieri per precisare che “si tratta di una bufala a tutti gli effetti”. Ma non per questo l’associazione dei consumatori attenua la propria contestazione contro i provvedimenti dell’Autorità. Annunciando anzi di avere in preparazione un ricorso al Tar Lombardia contro la delibera 50/2018, quella che appunto tende a spalmare in bolletta il debito dei distributori verso Gala ed altri trader.
E oggi si è mossa anche Confartigianato, che però si concentra più sul Dco 52/2018 relativo ai rimborsi ai venditori. “L’Autorità per l’Energia ci ripensi – sottolinea in una nota – è inaccettabile la decisione di far pagare ai consumatori in regola gli oneri di sistema non riscossi dal clienti morosi. Si tratta di una scelta iniqua, che deresponsabilizza l’intera filiera energetica e danneggia le dinamiche concorrenziali del mercato”.
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