18/03/2026
🏛L'attuale Casa del Pellegrino è un albergo rivolto soprattutto al turismo religioso; la struttura, su via Cesarotti, si trova in prossimità della Basilica di Sant'Antonio – il Santo - si articola in tre palazzetti accostati, ormai perfettamente integrati tra loro all'interno.
🏛L'andamento delle tre facciate è però ancora differenziato e riconoscibile: diverse sono le altezze ed estensioni, diverse le misure e la distribuzione delle finestre, diversa l'ampiezza dell'edificio, come anche le caratteristiche delle arcate dei portici.
🏛A costituire un trait d'union è invece la tipologia di materiale lapideo utilizzata per i paramenti architettonici, che alterna pietra di Nanto e pietra di Custoza.
🏛Dei tre, l'edificio più pregevole è quello posto sulla sinistra, che fu proprietà della famiglia nobiliare padovana dei Ceoldo.
🏛Il palazzo risulta già esistente in disegni e stampe risalenti al XVI-XVII secolo, ma l'assetto attuale, di quel periodo, conserva solo l'impianto, tipico padovano, del palazzetto urbano con portici.
🏛L'aspetto attuale è ottocentesco, anche se gli interni furono ampiamente rimaneggiati nel dopoguerra dall'Architetto Armando Scarabottolo.
🏛Quando i Ceoldo cedettero la proprietà nel Settecento, l'edificio divenne un Albergo, L'aquila d'oro, che rimase aperto fino al 1875. Con la chiusura, il palazzetto cadde in stato di abbandono finché la proprietà non venne acquisita e recuperata dalla Provincia Patavina dei Frati minori conventuali, che riaprì una struttura ricettiva nel 1950 chiamandola “Casa del Pellegrino”, pensata come punto di accoglienza per chi si recava in pellegrinaggio, appunto, al vicinissimo Santo.
🏛 Ad un certo punto furono inglobati anche i due edifici vicini, entrambi realizzati in un periodo compreso tra XVIII e XIX secolo.
🏛 L'accoglienza è quindi la vera vocazione di questa struttura e fin dai tempi dei Ceoldo, che ricevevano spesso ospiti illustri. Due lapidi poste nell'androne di ingresso dell'attuale albergo testimoniano ancora oggi l'ospitalità offerta, tra gli altri, a Giuseppe II, Imperatore del Sacro Romano Impero e re di Germania, e del fratello Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana.
🏛 Ai tempi della Corona d'oro, invece, a soggiornare vi fu nientemento che Goethe.
🏛 Nel 2024 DucaleRestauro si è occupata del restauro dei prospetti esterni, dei sottoportici, degli androni e della copertura.