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Anna Turcato Image Consultant, Style Strategist Consulente d'immagine e moda, Style Strategist, Cool Hunter. Image and Fashion Consultant, Style Str Visita il mio sito www.annaturcato.com.

Interpreta la moda vestendola della tua personalità il mio motto.

16/10/2026

La storia di Paul Poiret (che non ho ancora finito di raccontarvi) vi è piaciuta tantissimo.
E allora ho pensato di svelarvi chi fu il suo predecessore: colui senza il quale la moda non sarebbe diventata quello che è oggi.
Colui che, per primo, ne nobilitò lo stato e l’afflato creativo decidendo di firmare con il suo nome le sue “opere d’arte” e cioè i vestiti che ideava e realizzava.
Colui senza il quale non esisterebbero le sfilate moda e tante altre cose che, magari, potrei raccontarti in un altro video.
Charles Worth che nasceva proprio in questi giorni (volevo uscire con il video proprio il 13 ma non sono riuscita e va bene anche così).
Se ti piacciono queste “storie di moda” a modo mio scrivi “CONTINUA ” nei commenti per conoscerne altre.
E ricorda: è sempre disponibile per te, sul mio sito, il mio video corso di Storia della Moda in cui spiego approfonditamente tutto (per esempio: ti sei chiesta perchè in un grande magazzino nella metà dell’Ottocento ci fosse addirittura un intero reparto dedicato agli scialli? Secondo te perché?
Nella lezione dedicata all’Ottocento del corso di Storia della moda - lezione che puoi anche acquistare a parte - lo spiego bene.)
E ora dimmi? Sei team Worth o team Poiret?

Scommetto che lo fai. Scommetto che in questo periodo rinunci alle gonne perché non sai che calze mettere. O se mettere ...
11/10/2026

Scommetto che lo fai.
Scommetto che in questo periodo rinunci alle gonne perché non sai che calze mettere.
O se mettere le calze.
Ti aiuto io a capire quali sono le calze più adatte a te e lo faccio usando il LUMINARIO DI STILE ®.
Ti piacerebbe un approfondimento sul tema?
C’è! Lo trovi in questo articolo https://annaturcato.substack.com/p/che-calza-ti-senti di FLORISOFIA.
E adesso dimmi: quali calze parlano di te?
QUALI SCEGLI?
Quali metterai domani?
Ps: può essere anche più di un tipo perché “conteniamo moltitudini” ed è giusto indossare tutte le parti di noi.
La cosa più importante, per vestire, davvero, la nostra felicità è prendere consapevolezza di chi siamo e di come la moda può raccontarci con tutti i suoi dettagli ed elementi. Ed è esattamente su questo che ci aiuta a fare luce il LUMINARIO di STILE ®.

Una sfilata di sole gonne. 63. Una per ogni donna rappresentata. Tutte diverse e tutte accomunate dal medesimo messaggio...
24/09/2026

Una sfilata di sole gonne.
63.
Una per ogni donna rappresentata.
Tutte diverse e tutte accomunate dal medesimo messaggio: “La gonna è mia e me la gestisco io!”.
Una sfilata che sembra quasi una risposta alle dichiarazioni sulle gonne femminili che sono state fatte nei giorni scorsi da politici (uomini): “le donne con le gonne lunghe sono più affidabili ma forse sai che c’è? Meglio senza…”
No comment…o meglio la moda commenta e lo fa in anticipo (una collezione che esce oggi è stata ideata mesi e mesi fa)
Perché la moda ha una capacità incredibile e che mi sorprende sempre.
La moda sente, la moda intercetta, la moda sa prima ancora che accada e risponde sempre a tono.
Osservarla e ascoltarla è importante perché la moda ci guida a capire il mondo che è e anche il mondo che sarà.
Un mondo vario e variopinto e in cui ognuno ha diritto di indossare la sua personale versione della felicità.
Libera, rigorosa, leggera, strutturata, minimal, over, coloratissima o dai colori neutri.
Ogni gonna racconta un modo di vestire la propria unicità e i propri desideri.
Anche grazie al modo in cui è abbinata: perché la gonna è un sotto e ha bisogno di un sopra e per questo ci ricorda che per vivere è necessario entrare in relazione, non si può mai bastare a sé stessi.
Ecco perché Miuccia Prada e Raf Simons hanno scelto di far diventare proprio questo capo protagonista del contemporaneo.
La moda ci sta anche dicendo, però, che è tempo di tornare a decidere con la nostra testa (senza dover per forza sempre chiedere istruzioni artificiali) e abbracciando l’autenticità, anche in favore dell’imperfezione.
Noi: senza filtri, un po’ stropicciate, le donne che siamo e che vogliamo essere. Diverse, multi- sfaccettate.
Noi che camminiamo per la strada l’una accanto all’altra e che per questo, secondo PRADA, meritiamo di sfilare tutte insieme.
Sei d’accordo?
Quale “look con gonna Prada” ti hai colpito di più tra quelli che ti ho mostrato?

23/09/2026

Cosa ci dicono le 63 gonne di Prada!
Tra necessità di interazione e desiderio di abbracciare la multiformità.
E come sempre la moda svela il contemporaneo.
Quale è la gonna preferita tra quelle che hai visto?
Dimmi anche: tu metti la gonna?
Quale è la gonna che indossi più spesso?
E quale sarebbe che più ti fa dire wow tra quelle del tuo armadio?
(non è detto che le due cose coincidano)

Che poi “Processo alla minigonna” è proprio il libro che ho sul mio comodino in questo periodo. Perché ci sono delle cos...
21/09/2026

Che poi “Processo alla minigonna” è proprio il libro che ho sul mio comodino in questo periodo.
Perché ci sono delle cose che non vanno dimenticate, anzi devono essere ribadite ancora, ancora, ancora e ancora.
Per non essere mai p***e di vista.

13/09/2026

Romantiche a Venezia
Due donne diverse ma accomunate da un’anima romantica e ma anche tanta forza d’animo e uno spirito combattivo.
Vedi le similitudini tra loro?
E tu come ti vestiresti se dovessi indossare il tuo lato più romantico?

12/09/2026

Mettere colori che non sono “in palette” si può?
Certo che sì, se parlano di noi!
Quando ho visto Matilde per le strade della Mostra del Cinema, l’ho subito notata.
Mi ha attirato il colore che indossava: un rosa carico che la illuminava anche se, a rigor di armocromia, non sarebbe dovuto essere così.
Illuminava la sua personalità fresca, gioiosa, curiosa ma anche portatrice di determinazione e ambizione.
Quando ho deciso di intervistarla sapevo già che mi avrebbe detto: “questa tinta non è nella mia palette ma io me la metto lo stesso!”
E fa bene!
Non bisogna MAI abbandonare quello che ci piace e parla di noi.
E, se proprio vogliamo, possiamo combinare le sfumature che, grazie al magico potere degli abbinamenti, si accorderanno tra loro con armonia e originalità.
Come l’arancione e il fucsia che ho consigliato a Matilde che le staranno ancora più d’incanto con un tocco di oro.
Così spiegheremo la nostra unicità, così fioriremo.
E tu?
C’è un colore che ami e che metti in barba alle indicazioni delle armocromiste?

10/09/2026

E se la trasparenza non fosse scoprirsi ma rivelarsi come e quanto si desidera?
Tanti temi che ci sono cari in questa intervista con Marta, a partire da “quando non mi conosce nessuno e sono in vacanza oso capi che normalmente non metto”.
Come, appunto, una gonna trasparente.
Che ne dici dello stile di Marta?
Tu come indosseresti la sua gonna?
E poi: anche a te piace fare i viaggi in solitaria?
Ps: sì in sala alla Mostra del Cinema di Venezia fa freddissimo per via dell’aria condizionata sparata a mille. Ottima l’idea di Marta di portarsi pure i calzini oltre al golfino!

09/09/2026

Lo diceva Coco Chanel: “la moda non è qualcosa che esiste solo nei vestiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che sta accadendo.”
La moda non è nemmeno solo sui red carpet, è lo stile delle persone intorno a noi.
Che indossano ciò che vivono e ciò che sono anche quando non ne sono consapevoli.
Ecco l’obiettivo di questo progetto.
Oltre a conoscere persone affascinanti come la raffinata attrice che mi ha ricordato Katharine Hepburn anche perché aggraziata sì ma pure “di strada”!
Come “La dolce vita”!
E tu con che film descriveresti il tuo stile?

08/09/2026

Indossare un momento di libertà.
Ecco il desiderio realizzato da Francesca che ha preparato una valigia con “ogni ben di Dio”, come ha detto lei, e ha deciso di passare qualche giorno a riempirsi gli occhi di bellezza in un giro tra le tante cose che Venezia offre in questi giorni: La Mostra del Cinema ma anche La Biennale d’Arte, Homo Faber e la perla della mostra alla Fondazione Dries Van Noten.
Non poteva che affrontare tutto questo indossando la fantasia che più richiama la leggerezza e cioè il vichy!
Inizialmente utilizzato proprio nella località di mare che porta il suo nome (anche se il tipo di lavorazione vichy, che in inglese si chiama gingham, è originario della Malesia e infatti “Genggang” in lingua malese significa “a strisce”), diventa poi un tessuto casalingo fino a che…non arrivano Dior e gli anni ‘50 che ne consacrano l’eleganza.
La stessa eleganza di Francesca che io ho notato per le strade del Lido di Venezia durante La Mostra del Cinema proprio perché indossava delle scarpe con disegno vichy abbinate, però, ad una blusa in cui è presente anche un’altra fantasia (con colori abbinati però).
Armoniosa e libera!
E a te piace il disegno vichy?
Cosa scegli quando ti vuoi vestire di leggerezza?
Ps: hai notato la dolcezza di Francesca? A me e alla mia camera-woman è rimasta particolarmente nel cuore. Una dolcezza che si accorda perfettamente al film che più racconta il suo stile e cioè “I Ponti di Madison County”. Perché è tutto connesso! Chi siamo e chi indossiamo.

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Venice

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