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CONTRATTO DIRETE DI SOLIDARIETA'Nel pomeriggio di ieri, abbiamo parlato di contratto di Rete di Solidarietà che la norma...
16/04/2021

CONTRATTO DI
RETE DI SOLIDARIETA'

Nel pomeriggio di ieri, abbiamo parlato di contratto di Rete di Solidarietà che la normativa attuale consente costituire senza atto notarile.

Questa facoltà di costituzione (al momento) è accordata sino al
31 dicembre 2021.

COS'E' IL CONTRATTO DI RETE DI SOLIDARIETA'
Al fine di preservare i posti di lavoro, è consentito condividere i dipendenti con altre strutture alberghiere ripartendo i costi

COME SI COSTITUISCE
A differenza del contratto di Rete ordinario, il Contratto di Rete di Solidarietà si può costituire con un accordo firmato digitalmente davanti ad un' associazione di categoria o ente bilaterale. Non è necessario il Notaio.

QUANTO DURA
La durata la stabiliscono gli aderenti ad esempio da oggi per tutto il 2022

QUANDO SCADE LA FACOLTA' ACCORDATA DAL GOVERNO
Attualmente è possibile sottoscrivere un contratto di Rete di Solidarietà sino
al 31-12-21

Quest'opportunità a basso costo, è un'ottima occasione per verificare se un contratto di Rete d'impresa possa essere utilizzata anche in situazioni normali al di fuori dell'attuale emergenza.

Molte volte ho ricevuto richieste di come condividere, tra strutture, figure indispensabili ma spesso sovradimensionate rispetto le dimensioni aziendali . Un esempio per tutti, la figura del Manutentore.
Persona che deve conoscere la struttura alberghiera e le sue caratteristiche ma che spesso non possiamo permetterci di assumere in pianta stabile.

Ecco, l'occasione di fare una prova. Condividere fra più strutture una figura come questa, utilizzando il contratto di Rete di Solidarietà, e alla scadenza valutare se sottoscrivere un contratto di Rete d'Impresa ordinario davanti ad un Notaio.
Avendo già maturato un'esperienza di come effettivamente funziona la cosa.

Ma il modello è applicabile anche ad altre figure e mansioni.

La flessibilità di adattamento repentino delle strutture sarà la chiave strategica per ritrovare redditività in tempi ragionevolmente brevi.

Vi invito a valutare e progettare collaborazioni con le strutture
che ritenete più affini.

Resto a disposizione per chiarimento e supporto se volete attivare una di queste Reti.

Un cordiale saluto.
Roberto Farinati
Venezia, 16 aprile 2021

06/03/2020

PERCHE' CE LA FAREMO.

Abitualmente, questa pagina tratta temi che riguardano il settore Turistico e in particolare gli Alberghi.
Il sottoscritto generalmente cerca di astenersi da assumere posizioni politiche, guardando esclusivamente le situazioni e valutando le possibili soluzioni.
Tutto ciò in tempi "normali".

Oggi, come ben sai di normale non c'è nulla .
La nostra vita, le nostre abitudini non sono normali; certe restrizioni di vita sociale non sono normali.
Ma non sono normali neppure i rapporti intercorrenti con i nostri "vicini di casa" , e mi riferisco ai paesi europei, e gli atteggiamenti discriminatori riservatici in gran parte del mondo.

Non solo, ma non ci siamo fatti mancare neppure discriminazioni "domestiche", regioni che invitano i residenti del nord a non recarsi in vacanza in altre parti d'Italia.

Improvvisamente ci stiamo rendendo conto che non possiamo contare sulla solidarietà di nessuno.
Forse possiamo contare sulla comprensione di qualche paese africano abituato a pestilenze e malattie con tassi di mortalità ben superiori a quelli del Covid 19.

Ora che gradualmente il panico collettivo sta diminuendo,
o almeno sta scemando la paura in una parte del Nord "untore", iniziano manifestarsi interessanti approcci di visione della situazione.

Pur con l'angoscia ed i problemi connessi al danno economico subito, e con il danno che si continua a subire; comunque si sta profilando una nuova visione dei mercati sia nel settore turistico che non.

Tacitamente -perché pochi lo hanno detto a voce alta- stiamo diventando consapevoli che il modello del sistema globalizzato ha mostrato i suoi limiti e la sua fragilità.
Come molti imprenditori italiani già fanno la Cina è diventata un mercato in cui vendere prodotti italiani e non produrre prodotti per il mercato italiano. Perché economicamente non conviene più.
Stiamo riscoprendo anche che il mercato interno sarà determinante per sostenere la domanda globale, e che probabilmente stiamo andando verso la riscoperta della piccola media impresa.

Non quella che siamo abituati a pensare, con il titolare che fa un pò di tutto, dall'operaio all'imprenditore; e cerca di supplire alle mancanze organizzative con la propria presenza.

Dalle visioni condivise con gli imprenditori, risulta che sarà l'era delle reti d'impresa e delle aziende con alta flessibilità organizzativa, basata non sullo "sfruttamento" delle risorse umane ma sull'impostazione di modelli organizzativi efficienti e programmati.
Programmati sia operativamente che finanziariamente; in cui la tecnologia giocherà un ruolo determinante nello scambio di flussi informativi e di dati.

Ma sarà protagonista anche la capacità di comunicare e relazionare adeguatamente con i mercati di riferimento, senza esasperazioni digitali ma con equilibrio tra i vari strumenti oggi disponibili ed i nuovi che verranno.

Un mondo sempre più specializzato, con mille sfaccettature che richiedono competenze sempre più elevate, ma che richiede anche organizzazioni snelle e poco strutturate gerarchicamente.
(ecco le reti d'impresa..)

Sembra l'occasione perfetta per riproporre al mondo un nuovo modello veneto di piccola media impresa nella versione 4.0 .

Nel frattempo la molla del bisogno economico, dell'orgoglio, e della volontà di esserci ed essere vivi imprenditorialmente, ha riattivato meccanismi di aggregazione spontanea delle varie categorie, anche in forme trasversali.
Non codificate sotto sigle riferenti a parti politiche.
Socialmente potrebbe configurarsi una accentuazione del fenomeno della perdita di rappresentanza degli organismi sindacali di varia natura e genere.

Sarà così?
Lo vedremo.

Sicuramente il dopo Covid 19 avremo una realtà "diversa" da quella che abbiamo conosciuto sino a gennaio 2020.

Fosse solo perché non avevamo mai visto un panico così "social". Una nuova frontiera della paura di massa che neppure il terrorismo negli ultimi tempi suscitava.

Nel frattempo tutti coloro che non hanno perso occasione per denigrarci e metterci in difficoltà, non sono immuni alla nostra situazione (sanitaria ed economica).

Che ciò accada o meno a mio avviso, un cambiamento nei nostri territori è avvenuto; si evolverà.
Coinvolgerà anche altre aree produttive, e sarà partito dalla nostra area geografica.

Proprio per questo ce la faremo, perché interpreteremo per primi un nuovo modello aziendale e produttivo.

Roberto Farinati

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