24/08/2026
❤️ C’È SOLO DA SPERARE NELLA NUOVA GENERAZIONE
Lev Lazarev ha sedici anni, è russo e ha appena vinto l’oro nella prima tappa dello Junior Grand Prix di pattinaggio artistico.
Sul podio, però, c’era qualcosa che mancava.
Lazarev gareggia come atleta neutrale e non può mostrare la bandiera del suo Paese. Accanto a lui c’erano il neozelandese Yanhao Li e il giapponese Daiya Ebihara, secondo e terzo classificato.
Avevano le loro bandiere.
Poi uno dei due si è accorto che Lev era lì, sul gradino più alto, senza la propria.
E allora è accaduta una cosa semplicissima.
Hanno messo via anche le loro.
Nessun discorso. Nessuna dichiarazione. Nessuna polemica.
Solo tre ragazzi davanti alle macchine fotografiche.
Per qualche istante non c’erano più un russo, un neozelandese e un giapponese.
C’erano tre giovani atleti.
E forse è proprio questo che commuove: mentre gli adulti continuano a costruire muri, dividere popoli e trasformare perfino lo sport in un campo di battaglia simbolico, due ragazzi hanno scelto spontaneamente di non lasciare solo il loro avversario.
Non hanno restituito a Lev la sua bandiera.
Hanno fatto qualcosa di ancora più delicato:
hanno condiviso con lui la sua assenza.
Ci sono gesti che durano pochi secondi e insegnano molto più di cento discorsi.
Forse sì.
C’è ancora da sperare nella nuova generazione. ❤️
Don Chisciotte