Food Safety Consulting Srl - News Sulla Sicurezza Alimentare

Food Safety Consulting Srl - News Sulla Sicurezza Alimentare Società di Consulenza per le Aziende del settore Food

La Food Safety Consulting è una società di servizi costituita da un team di professionisti in grado di affrontare tutte le problematiche relative alla sicurezza ed igiene degli alimenti H.A.C.C.P Reg.CE 852/04 ed delle acque D.lgs 31/2001, alla sicurezza sul lavoro D.lgs 81/08 e all’ambiente D.lgs 152/06. I frequenti cambiamenti in ambito normativo hanno fatto crescere l’esigenza di un aggiorname

nto continuo, per offrire al cliente la soluzione ideale ad ogni problema. Infatti la Food Safety Consulting sita in Pen*sola Sorrentina – Vico Equense (NA) è presente su tutto il territorio campano offrendo consulenza specialistica in ambito sanitario H.A.C.C.P, ambientale D.lgs 152/06 e sicurezza sul lavoro D.lgs 81/08, formazione, assistenza tecnologica ed organizzativa alle imprese, progettazione di stabilimenti industriali (caseifici e salumifici) e commerciali.

Alla luce dei 65 casi diEpatite virale da virus A (HAV) che si sono registrati nel territorio dell’ASL Napoli 1 Centro, ...
20/03/2026

Alla luce dei 65 casi di
Epatite virale da virus A (HAV) che si sono registrati nel territorio dell’ASL Napoli 1 Centro, il Sindaco di Napoli
ORDINA
A tutti gli esercizi pubblici di somministrazione, di vicinato alimentare con consumo sul posto e di produzione destinato al consumo immediato
✓ il divieto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi.
RACCOMANDA
A tutta la popolazione
✓ di non consumare frutti di mare crudi al proprio domicilio;
✓ di seguire le indicazioni per il corretto acquisto e consumo di alimenti per ridurre la possibilità di contrarre l’Epatite A.

19/03/2026

COMUNICATO STAMPA DEL 19 MARZO 2026 a - EPATITE A

La Regione Campania intensifica i controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi e rafforza le misure di prevenzione contro l’epatite A

La Regione Campania ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione contro l’epatite A, alla luce dell’andamento dei casi registrati dall’inizio dell’anno. Alla data del 18 marzo 2026 risultano infatti 133 casi complessivi, con un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini. L’intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute - Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica e Veterinaria.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.

Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.

Per proteggersi, la misura più importante è semplice: evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi “appena aperti”, tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall’Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).

Le regole pratiche da seguire ogni giorno sono poche, ma decisive:

• lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;

• separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro;

• pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;

• lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;

• bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;

• non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.

La vaccinazione resta la misura più efficace di prevenzione. È particolarmente importante per i contatti di casi di epatite A e per le persone a maggiore rischio. In caso di esposizione recente, la valutazione deve essere tempestiva: la vaccinazione post-esposizione, ed eventualmente le immunoglobuline in situazioni selezionate, sono tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate. È fondamentale che chi è stato a stretto contatto con un caso confermato si rivolga subito al proprio medico o ai Servizi di Prevenzione della ASL.

Rivolgersi al medico, inoltre, in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione.

06/03/2026
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21/12/2025

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03/12/2025

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🔴 Si è chiuso a Napoli il processo sulla morte di Luca Piscopo, il 15enne deceduto nel 2021 dopo una presunta intossicazione alimentare legata al sushi consumato in un ristorante “all you can eat” del Vomero.

👉 Il giudice Giuliana Taglialatela ha condannato il titolare del locale a due anni e sei mesi per omicidio colposo e violazioni igienico-sanitarie, mentre il medico che seguì il ragazzo è stato assolto.

⚠️ La Procura riteneva che la salmonellosi contratta dal giovane avesse portato alla miocardite risultata fatale e che cure più tempestive avrebbero potuto salvarlo.

In aula i genitori e gli amici del ragazzo. Il ristoratore dovrà versare 45mila euro di provvisionale a ciascuna parte civile.

23/11/2025
19/09/2025
19/09/2025

Il botulismo alimentare è una grave sindrome neuro-paralitica dovuta all’ingestione delle tossine botuliniche preformate negli alimenti. Il consumo di piccolissime quantità (dell’ordine di 0.1 g) di alimenti contaminati con le tossine botuliniche può essere sufficiente per determinare la malattia ed addirittura potrebbe dimostrarsi fatale.
Nelle ultime settimane si sono verificati in Italia episodi compatibili con botulismo alimentare che chiamano tutti – autorità competenti, operatori e cittadini – a una vigilanza ed un’attenzione particolare.

Per quel che riguarda gli alimenti più a rischio, vanno evidenziate alcune preparazioni vegetali refrigerate pronte al consumo, come zuppe e vellutate, le conserve vegetali, in particolare verdure in olio, prodotti con bassa acidità e alti valori di acqua libera.

Cosa Fare
👉Per le zuppe di legumi, cereali e verdure, la regola pratica è semplice e va resa subito chiara al consumatore:
1) vanno portate a bollore e mantenute in ebollizione per tre minuti; le vellutate vanno bollite per un minuto, avendo cura di mescolare bene durante il riscaldamento per distribuire il calore in modo uniforme.
Questa istruzione va riportata in etichetta.
2)È altrettanto essenziale mantenere la refrigerazione (≤ +4 °C) perché il freddo, da solo, non elimina il rischio, ma lo riduce in modo significativo se rispettato con rigore.

👉Per verdure in olio, conserve vegetali e conserve a base di prodotti di Origine Animale a bassa acidità occorre:
1) un’acidificazione documentata, con pH finale conforme (target tecnologico = 4,2; limite critico = 4,6)
2) il divieto di rinvasi o vendite “sfuse” privi di idonea documentazione di processo
3) annotare le date di apertura prodotti rispettando le date ed indicazioni di consumo riportate in etichetta

Invitiamo i produttori, specialmente artigianali, ad effettuare analisi di shelf life, a verificare ed indicare chiaramente i giorni di consumo dopo apertura prodotto, acidificazione con pH finale conforme documentando il tutto con studi analitici e di laboratorio

👉Per prodotti come polpa di avocado/guacamole, la corretta gestione della catena del freddo e il rispetto dei tempi di conservazione previsti sono fattori determinanti per la sicurezza del prodotto.

🛑Le Autorità competenti intensificheranno nei prossimi mesi i controlli mirati in ristorazione, grande distribuzione e laboratori artigianali, con un’attenzione particolare alle sagre e agli eventi temporanei.

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19/09/2025

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Segreteria 📱 324 6940699
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Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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