24/06/2024
L'agricoltura e la silvicoltura sono tra le professioni più pericolose in Europa, con una media annua di oltre 500 decessi e 150.000 incidenti non mortali negli ultimi dieci anni.
La salvaguardia della degli agricoltori è essenziale per la sostenibilità e redditività del settore, e sono numerose le sfide da affrontare.
Alcuni dei principali per la salute e sicurezza sono legati a utilizzo di pesticidi, ad attività manuali che possono causare disturbi muscoloscheletrici, zoonosi, cancro della pelle, stress e problemi psicosociali.
Una delle malattie professionali più comuni nell'UE è la perdita dell'udito causata dall’esposizione al rumore.
La raccolta dati su infortuni e malattie professionali nel settore agricolo è insufficiente, soprattutto per i lavoratori autonomi e familiari.
Il settore è in transizione, bisogna passare a pratiche più sicure e grazie alle nuove tecnologie.
Fattori come l'agricoltura intelligente, il cambiamento climatico, le tendenze dei consumatori, il mercato del lavoro e le considerazioni economiche influenzano il futuro del settore.
La digitalizzazione dell'agricoltura offre numerosi vantaggi come: incremento della produzione, miglioramento della produttività, riduzione dei costi di produzione, miglioramento della sicurezza e migliore tutela dell’ambiente.
Tuttavia, la digitalizzazione dell'agricoltura potrebbe anche comportare alcuni effetti negativi come diminuzione dei posti di lavoro, riduzione della competitività delle piccole aziende familiari, problemi di sicurezza dei dati, minacce per la sicurezza e interferenze.
Il cambiamento climatico però pone nuove sfide e influenza significativamente anche la nei luoghi di lavoro.
Dunque, le pratiche di lavoro dovranno adattarsi per ridurre l'impatto dei rischi professionali legati al clima, con:
- nuove misure con innovativi sistemi di ombreggiatura, ventilazione, raffreddamento
- orari di lavoro adattati per evitare condizioni meteorologiche estreme
- l’adozione di un approccio più efficace per il monitoraggio delle condizioni dei lavoratori.
fonte: ambiente&sicurezza sul lavoro www.insic.it