18/01/2024
Era il 30 gennaio 2013 e un sorridente John Elkann inaugurava il sito produttivo di Grugliasco, rimesso a punto per dare il via a un nuovo capitolo della Fabbrica Italiana di Automobili Torino, dedicato a lussuosi bolidi – la Maserati Quattroporte, la Ghibli – il tutto nel nome del nonno, Gianni Agnelli. Già, perché lo storico stabilimento di corso Alamanno, a pochi chilometri dalla Mole, nuovo di pacca e punta di diamante di quel che, nei piani, sarebbe dovuto essere il Polo del Lusso, è stato esplicitamente dedicato all’Avvocato. Dieci anni dopo è sempre l’erede di Gianni Agnelli, John Elkann, numero uno di Exor, società che racchiude la ricca cassaforte di famiglia, ad approvare la liquidazione dello stabilimento dedicato al nonno. E lo fa senza cura, con la deliberata intenzione di cancellare ogni dubbio nella testa di chi, ancora, pensa che fra la famiglia Agnelli e Torino ci sia un indissolubile legame affettivo: lo stabilimento ex Maserati è stato messo in vendita con un annuncio pubblicato sul portale Immobiliare.it, definendolo «Capannone da 115 mila metri quadrati». Quasi si trattasse di un sito industriale qualunque e come se John Elkann non potesse fare altrimenti: per inciso, da oltre un decennio il presidente dell’attuale Stellantis incassa 20 milioni di euro l’anno da Exor, la holding di famiglia, ma anche Fca, Stellantis e Ferrari. La vendita dell’ex Maserati ha il rumore di uno schiaffo (l’ennesimo) per la cortese Torino, e per quell’Italia che, ancora, pensa di avere, fra i propri asset strategici, una grande fabbrica di automobili.
Voi state sereni pensate a San Remo che poi la musica vera c’è la fanno ascoltare gli eredi dei savoiardi francesi 😉
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