Denis Lanfrit

Denis Lanfrit Tutte le soluzioni risolvibili con il Cartongesso

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10/06/2026

Sembra una villa elegante. In realtà, sotto quei pavimenti, stava succedendo una cosa da far girare la testa anche oggi.

A Villa d’Este non si limitarono a mettere acqua nelle fontane per fare scena. L’acqua venne portata, distribuita, regolata, fatta correre dove serviva. E una parte di questo lavoro non era nemmeno per gli occhi. Era per il fresco.

Nel cuore del palazzo, sotto il piano terra, fu installato un sistema che sfruttava camere interrate e acqua fredda per spingere l’aria verso l’alto. L’aria passava in piccoli condotti e usciva da bocche di statue a forma di testa umana. Insomma: niente motori, niente ventole, niente elettricità. Solo un’idea furba, acqua fresca e tanta pazienza.

Per chi entra oggi in una casa e apre il climatizzatore senza pensarci troppo, sembra quasi fantascienza. E invece siamo nel pieno del Rinascimento. Gente che costruiva ville, giardini e macchine d’acqua come se stesse mettendo in piedi un piccolo mondo parallelo. Bello da vedere, sì. Ma anche utile. E molto più intelligente di quanto uno immagini a prima vista.

La cosa più sorprendente è proprio questa: a Villa d’Este l’acqua non serviva soltanto a far fare bella figura alle fontane. Serviva a dare ritmo al giardino, a muovere i giochi d’acqua, a creare rumore, ombra, sollievo. E in certi punti serviva persino a cambiare il clima di chi stava dentro casa. Non un lusso inutile, ma un modo concreto per rendere vivibile un posto costruito per stupire.

Il complesso, del resto, era una macchina enorme. Le fontane non erano due o tre messe lì a caso. C’era un sistema immenso, alimentato dalla forza di gravità, senza pompe, che faceva lavorare insieme cascate, vasche, getti e canali. L’acqua arrivava dall’Aniene, dopo essere stata deviata e guidata con una precisione notevole. Tutto questo in un giardino pensato per impressionare ospiti e cardinali, ma capace anche di rispondere a un problema molto semplice: il caldo.

Ed è qui che la storia diventa quasi divertente. Perché uno si immagina il Rinascimento fatto solo di affreschi, statue e saloni. Poi scopre che, sotto quei pavimenti, c’era già un sistema che rinfrescava le stanze. E viene da pensare che, ogni tanto, il passato ci abbia battuti sul tempo senza nemmeno fare troppo rumore.

Anzi, il rumore lo faceva l’acqua.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1560: a Villa d’Este era già attivo il sistema nascosto sotto i pavimenti
👉 1581: Montaigne visitò la villa e descrisse il “vapore freddo”
👉 51 fontane e nymphaeum nel complesso
👉 364 getti d’acqua nel sistema
👉 64 cascate nel giardino
👉 220 vasche alimentate dal sistema idraulico
👉 875 metri di canali, canali e cascate
📚 Fonti: philip steadman, unesco

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Nel 1904 un tizio accende cinque lampadine con il vapore che esce dalla terra.

Non è un esperimento da fiera. È il 4 luglio 1904, siamo a Larderello, provincia di Pisa, e Piero Ginori Conti collega un generatore a dinamo direttamente a un soffione boracifero — un getto di vapore caldissimo che il sottosuolo toscano butta fuori da solo, senza che nessuno lo chieda.

Cinque lampadine. Primo esperimento al mondo di elettricità prodotta da energia geotermica.

Spoiler: non si sono più fermati.

Oggi, 120 anni e passa dopo, quelle cinque lampadine si sono trasformate in 34 centrali geotermiche attive. Stessa area. Stesso campo. Stesso "buco nella terra", come lo chiamano i tecnici.

Produzione attuale: 800 megawatt. Copertura: il 34% del fabbisogno elettrico dell'intera Toscana. Zero combustibile bruciato. Zero grammo.

La centrale Valle Secolo, sempre a Larderello, è la più grande centrale geotermica d'Europa — quasi 120 MW da sola.

Aspetta.

La prima centrale industriale vera e propria, Larderello 1, fu inaugurata il 20 agosto 1913 con un turboalternatore da 250 kilowatt delle officine Tosi. Dal 1916 forniva già elettricità a Larderello e Volterra. E rimase l'unica centrale geotermica industriale al mondo fino al 1958.

Quarantacinque anni di monopolio mondiale nell'energia da calore terrestre. Roba italiana, ignorata quasi completamente dal racconto pubblico sull'energia.

Enel Green Power gestisce oggi l'intero complesso. I dati di produzione e la storia dell'impianto sono documentati dall'Archivio Storico Enel e confermati da ThinkGeoEnergy, la principale piattaforma internazionale di monitoraggio geotermico.

Comunque.

Il vapore che sale da quei pozzi è lo stesso di sempre: emerge da fumarole naturali o da perforazioni, viene separato dall'acqua, convogliato nelle turbine, e dopo il lavoro viene reiniettato nel sottosuolo. Ciclo chiuso. Nessuno scarto.

Nessun altro campo energetico al mondo è operativo in maniera continua da così tanto tempo, sullo stesso giacimento, con la stessa logica estrattiva.

120 anni. Un record assoluto nella storia dell'energia mondiale. Ed è qui, in Toscana.

In breve:
Il 4 luglio 1904 Piero Ginori Conti produsse la prima elettricità geotermica al mondo a Larderello, in Toscana.
Oggi 34 centrali geotermiche producono 800 MW e coprono il 34% del fabbisogno elettrico regionale, senza combustibili.
È il campo energetico operativo consecutivamente da più tempo nella storia mondiale: oltre 120 anni dallo stesso giacimento.

Indirizzo

Via Vittorio
Vito D'Asio

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 19:30
Martedì 07:30 - 19:30
Mercoledì 07:30 - 19:30
Giovedì 07:30 - 19:30
Venerdì 07:30 - 19:30
Sabato 07:30 - 11:30

Telefono

+39335246938

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