25/04/2020
L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha lasciato invariato il rating dell’Italia a «BBB» con outlook negativo: ci separano due gradini dal livello «spazzatura». Ma ha anche avvertito che potrebbe abbassare i rating «se il rapporto debito/Pil non riuscisse a spostarsi su un percorso discendente chiaramente discernibile nei prossimi tre anni» oppure se l’Italia non avrà adeguato sostegno dalle politiche dell’Eurozona . Mentre per alzare l’outlook a stabile è necessario che le performance economiche migliorino rispetto alle previsioni. Le stime dell’agenzia americana per il 2020 si discostano in parte dai numeri contenuti nel Def del governo: il Pil crolla del 9,9% rispetto all’8% di Roma, il deficit scende al 6,3% del Pil contro il 10,4% e il debito vicino al 153% rispetto al 155,7%. Per S&P «la maggior parte del nuovo debito creato quest’anno come conseguenza della pandemia sarà acquistato dalla Bce nell’ambito di iniziative esistenti e di nuova creazione».
S&P si è mossa sulla stessa linea di Moody’s, che però si pronuncerà a giugno, e che giovedì scorso aveva detto che la pandemia causerà un «severo choc economico quest’anno» ma «la solidità creditizia dell’Italia dovrebbe restare pressoché invariata data la natura temporanea del rallentamento», purché l’economia si riprenda, i costi di finanziamento restino bassi e il governo nel medio termine presenti un piano di bilancio per ridurre il debito nei prossimi anni. Per Moody’s però il rating dell’Italia è un gradino appena sopra la «spazzatura». In uno scenario in peggioramento, la Bce ha agito in modo preventivo, annunciando mercoledì scorso che fino a settembre 2021 avrebbe accettato anche i titoli di Stato con rating «junk» (spazzatura) a garanzia della liquidità che fornisce alle banche.
«È un momento molto difficile — ha ammesso il governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco —. Ci spettiamo effetti economici di impatto rispetto alle misure di contenimento. È un momento di emergenza». Per Visco «bisogna far capire al resto del mondo che l’Italia oltre alla dialettica politica ha capacità, forze e interesse, e riuscirà ad agire non solo per superare la fase critica ma per porre le basi per tornare a un percorso di crescita giusto e sostenibile».
Comunque c’è tensione sui mercati. Ieri mattina il Tesoro ha assegnato tutti i 3,75 miliardi di euro del Ctz novembre 2021 e del Btpei (Btp indicizzato all’inflazione del’Eurozona) maggio 2030 offerti in asta ma i tassi sono stati in netto rialzo. Il rendimento del Ctz è salito all’1,001% da 0,307% del collocamento di marzo e quello del Btpei ha segnato un rialzo all’1,77% da 0,31% di febbraio. Non aiuta la prospettiva che si allunghino i tempi per un accordo sul Recovery Fund europeo, che dovrebbe fornire prestiti a tassi molto vantaggiosi e trasferimenti a fondo perduto agli Stati membri più colpiti. Se il Consiglio Ue di giovedì ha segnato un passo avanti perché è stata riconosciuta la necessità e urgenza di uno strumento comune, le diverse sensibilità tra Nord e Sud Europa rischiano di allungare i tempi dell’intesa. La reazione dei mercati ha mostrato una certa delusione per l’esito del vertice. Madrid ha perso l’1,97%, Francoforte l’1,69%, Parigi l’1,30%, Londra l’1,28%. e Milano lo 0,89% . Lo spread Btp-Bund dopo una fiammata a 260 punti, ha chiuso in calo a 239..