Zeta Società tra Professionisti

Zeta Società tra Professionisti Soluzioni semplici e risultati straordinari📈

Dottori commercialisti e revisori legali dalla A alla Zeta💡 Zanette opera da diverso tempo.

Zeta Professionisti nasce nel 2018 ad esito dell’unione tra una realtà radicata sul territorio da oltre 40 anni, lo Studio Zappalorto di Vittorio Veneto, e il Dott. Sebastiano Zanette, Dottore Commercialista e Revisore Legale il quale, a seguito dell’esperienza maturata a partire dal 2010 in primari studi della provincia di Treviso, nel corso del 2016 ha intrapreso l’attività professionale in form

a autonoma. L’unione ha permesso una proficua integrazione delle risorse a disposizione e la possibilità, per entrambe le realtà, di ampliare e migliorare l’offerta alla clientela. Le attività tradizionali di assistenza contabile e fiscale e di consulenza continuativa a persone fisiche, imprese e professionisti da sempre svolte con la massima attenzione dallo Studio Zappalorto, nella nuova struttura si combinano con una rinnovata attenzione ai temi dell’innovazione e del piano Industry 4.0, alla crescita aziendale ed alla consulenza specialistica in ambito tributario, societario, delle operazioni straordinarie e del diritto della crisi d’impresa, aree di attività in cui il Dott. All’interno dello studio opera anche, in qualità di consulente esterno, il dott. Dino Zanette, Direttore amministrativo per molti anni in una delle maggiori aziende in ambito metalmeccanico della provincia di Treviso. La neonata partnership ha reso altresì possibile la creazione di un network consolidato di professionisti e consulenti, che garantiscono l’assistenza specialistica ai clienti in ogni ambito dell’attività aziendale e della vita di un’impresa.

Spesso si considera la registrazione di un marchio o lo sviluppo di un software proprietario esclusivamente come un cost...
24/06/2026

Spesso si considera la registrazione di un marchio o lo sviluppo di un software proprietario esclusivamente come un costo di protezione o innovazione. In ottica di pianificazione fiscale strutturata, questi asset rappresentano invece una risorsa per l'abbattimento del reddito imponibile.

Per le imprese che investono in asset proprietari, siano essi software protetti da copyright, brevetti industriali o marchi registrati, il quadro normativo attuale offre un’opportunità di efficientamento fiscale spesso sottovalutata.

Il regime del Patent Box, rinnovato con il DL 146/2021, permette di beneficiare di una variazione in diminuzione del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento e la tutela di tali beni.

In termini operativi, l'agevolazione consente una sensibile riduzione della base imponibile IRES e IRAP. Tuttavia, la reale criticità non risiede nel calcolo, ma nella predisposizione della documentazione tecnica idonea (l'autodichiarazione) e nella corretta tracciabilità dei costi.

Da Zeta Professionisti affianchiamo l'imprenditore nella mappatura degli asset agevolabili e nella gestione degli oneri documentali necessari per accedere al beneficio in totale sicurezza normativa.

Hai brevetti, marchi o software proprietario in
azienda? Prima di dire “non fa per me”, parliamone. Potresti sorprenderti.

Il bilancio civilistico (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) è uno strumento fondamentale. Ma ha un ...
17/06/2026

Il bilancio civilistico (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) è uno strumento fondamentale. Ma ha un limite chiaro: fotografa il passato.
Ti dice dove sei arrivato, non dove stai andando.

Il punto è che molti imprenditori si fermano lì. Ricevono il bilancio, lo leggono (o lo fanno leggere) e pensano di avere sotto controllo la propria azienda.

In realtà, le informazioni più utili per decidere spesso non vengono nemmeno elaborate.

Parliamo, ad esempio, dei margini per linea di prodotto, della liquidità nei mesi futuri, del punto di pareggio aggiornato o degli indici di redditività confrontati con il settore. Tutti dati che esistono già nei numeri aziendali, ma che devono essere estratti e interpretati.
Ed è qui che entrano in gioco le domande scomode: sai qual è il tuo EBITDA reale? Sai quale area del tuo business genera valore e quale, invece, lo sta erodendo?

La differenza sta tutta qui: la contabilità è il dato grezzo, il controllo di gestione è ciò che trasforma quei dati in informazioni utili.
E senza questo passaggio, molte PMI prendono decisioni navigando a vista.

Un buon commercialista non dovrebbe limitarsi a consegnare un bilancio da firmare. Dovrebbe aiutarti a leggere quei numeri e, soprattutto, a usarli per decidere.

Ti riconosci in questa situazione? Dicci nei commenti se ricevi già un’analisi gestionale dalla tua consulenza, oppure solo il bilancio fiscale?

Un’azienda manifatturiera con 18 dipendenti voleva premiare alcune figure chiave, senza però far esplodere il costo del ...
10/06/2026

Un’azienda manifatturiera con 18 dipendenti voleva premiare alcune figure chiave, senza però far esplodere il costo del lavoro.

La soluzione più immediata sarebbe stata aumentare lo stipendio. Ma, come spesso accade, questo avrebbe significato più contributi, più imposte e un beneficio netto ridotto per i dipendenti.

Abbiamo quindi lavorato su un’alternativa: un Piano di Welfare Aziendale costruito su misura, che includeva rimborsi per abbonamenti ai trasporti, contributi per asili nido e buoni acquisto, il tutto nei limiti di esenzione previsti dalla normativa.
Il risultato è stato un doppio vantaggio.

Da un lato, per l’azienda: i benefit erogati tramite welfare sono interamente deducibili e non soggetti a contributi previdenziali, con un risparmio stimato di circa €14.000 rispetto alla stessa cifra erogata come aumento di stipendio.
Dall’altro, per i dipendenti: quei benefit non concorrono al reddito imponibile IRPEF, aumentando concretamente il loro potere d’acquisto senza un aggravio fiscale.

A parità di valore percepito, il risparmio complessivo tra azienda e lavoratori è stato di circa €24.000 annui.

Non è una soluzione straordinaria. È pianificazione fatta bene, utilizzando strumenti già previsti.

Se hai dipendenti e stai ancora usando solo lo stipendio come leva, stai probabilmente pagando più del necessario. Ne parliamo?

Quando si parla di tasse, c’è una convinzione molto diffusa: pagare meno significa automaticamente fare qualcosa di sbag...
03/06/2026

Quando si parla di tasse, c’è una convinzione molto diffusa: pagare meno significa automaticamente fare qualcosa di sbagliato.
In realtà, questa è una delle confusioni più costose per un imprenditore.

L’evasione fiscale è un comportamento illegale: significa non dichiarare ricavi, falsificare documenti o occultare redditi. È una violazione della legge, con conseguenze anche penali.
La pianificazione fiscale, invece, è tutt’altra cosa. Significa scegliere, tra le opzioni previste dalla normativa, quelle più adatte e convenienti per la propria situazione. È un’attività perfettamente legittima, che permette di gestire in modo consapevole il carico fiscale.
Questo si traduce in decisioni concrete: individuare il regime fiscale più efficiente, utilizzare crediti d’imposta già previsti, strutturare correttamente i compensi o organizzare i rapporti tra società in modo più razionale.

Non si tratta di aggirare le regole, ma di conoscerle e applicarle.
D’altronde, questi strumenti esistono perché il sistema fiscale li ha previsti. Non sono eccezioni né scorciatoie, ma possibilità legittime messe a disposizione delle imprese.

Il vero problema, quindi, non è ottimizzare.
È non farlo e lasciare allo Stato risorse che, a tutti gli effetti, potrebbero restare in azienda.

Qual è la tua esperienza? Hai mai rinunciato a uno strumento fiscale per paura che sembrasse ‘troppo’? Commenta qui sotto.

Srl commerciale, fatturato di €2,1 milioni, utile netto di €190.000.L’imprenditore era pronto a versare l’acconto IRES, ...
27/05/2026

Srl commerciale, fatturato di €2,1 milioni, utile netto di €190.000.

L’imprenditore era pronto a versare l’acconto IRES, senza aver fatto alcuna pianificazione.

Partendo da questa situazione, abbiamo analizzato nel dettaglio la struttura aziendale.

Abbiamo rivisto la remunerazione dell’amministratore unico, introducendo una combinazione più efficiente tra compenso e TFM.
Parallelamente, abbiamo strutturato un piano di welfare aziendale per alcune figure chiave e verificato la presenza di crediti d’imposta legati a investimenti già effettuati, ma non ancora valorizzati (Industria 4.0).
Non c’era nulla di “straordinario”. Solo margine di ottimizzazione che non era stato ancora utilizzato.

Il risultato è stato concreto: circa €38.000 tra imposte risparmiate e differite nello stesso esercizio, senza alcuna operazione borderline.
Solo pianificazione fiscale fatta in modo strutturato — e soprattutto avviata con anticipo.

Questo è il punto.
La pianificazione fiscale non si fa a dicembre, guardando il bilancio ormai chiuso.

Si fa durante l’anno, quando c’è ancora spazio per decidere.

Se anche tu sei a metà anno e non hai ancora fatto il punto fiscale, questo è il momento giusto.

Il TFM (Trattamento di Fine Mandato) è uno strumento poco utilizzato, ma estremamente efficace dal punto di vista fiscal...
20/05/2026

Il TFM (Trattamento di Fine Mandato) è uno strumento poco utilizzato, ma estremamente efficace dal punto di vista fiscale.

Si tratta di un’indennità che l’azienda accantona nel tempo a favore dell’amministratore, con un vantaggio immediato: queste somme sono deducibili già nell’anno in cui vengono stanziate.
La vera differenza rispetto al compenso tradizionale sta però nella tassazione. Il TFM non viene tassato subito, ma solo al momento dell’effettiva percezione, spesso in una fase in cui il reddito dell’amministratore è più basso. Inoltre, viene applicata la tassazione separata, che nella maggior parte dei casi risulta più conveniente rispetto a quella ordinaria.

In pratica, si crea un meccanismo semplice ma efficace: l’azienda deduce oggi, mentre l’amministratore paga le imposte in un secondo momento, spesso con un carico fiscale ridotto.
Per attivarlo non serve nulla di complesso, ma è fondamentale farlo correttamente: è necessaria una delibera assembleare che lo preveda, un importo coerente con le dimensioni e la struttura dell’azienda e una corretta gestione in bilancio.

Proprio per questo, il TFM va sempre pianificato con attenzione. Se impostato in modo non coerente, può essere oggetto di contestazioni, soprattutto sotto il profilo dell’antieconomicità.
Rimane comunque uno strumento pienamente legittimo di pianificazione fiscale, che permette di ottimizzare il carico complessivo. Eppure, molte PMI continuano a non utilizzarlo, semplicemente perché non ne conoscono il funzionamento.

Hai mai verificato se il TFM potrebbe essere utile alla tua azienda? Scrivi in privato o commenta!

Il business plan non è un documento formale: è uno strumento di guida.Serve per capire se la direzione che stai seguendo...
22/12/2025

Il business plan non è un documento formale: è uno strumento di guida.
Serve per capire se la direzione che stai seguendo è sostenibile e per prendere decisioni basate su dati reali.

Un buon piano economico-finanziario ti aiuta a:
- definire obiettivi concreti e misurabili;
- costruire scenari alternativi, per essere pronto a reagire ai cambiamenti;
- monitorare scostamenti e risultati, adattando la strategia quando serve.

Un business plan aggiornato è la base per una gestione consapevole e per dialogare con banche, partner e investitori.

Vuoi capire come impostarlo nella tua impresa? Scrivici: possiamo aiutarti a renderlo davvero utile al tuo percorso di crescita.

Il crowdfunding può essere un’ottima leva per far crescere una startup, ma ogni raccolta ha regole diverse.Nel reward i ...
18/12/2025

Il crowdfunding può essere un’ottima leva per far crescere una startup, ma ogni raccolta ha regole diverse.

Nel reward i contributi sono ricavi e vanno fatturati.
Nell’equity diventano capitale e modificano la struttura societaria.
Gestirli correttamente è fondamentale per evitare errori fiscali e contabili.

Stai pensando di avviare una campagna di crowdfunding?
Scrivici: possiamo aiutarti a impostarla nel modo giusto.

In una Srl, l’uscita di un socio può avvenire in due modi principali:- Recesso, nei casi previsti dalla legge o dallo st...
16/12/2025

In una Srl, l’uscita di un socio può avvenire in due modi principali:
- Recesso, nei casi previsti dalla legge o dallo statuto (ad esempio cambio oggetto sociale o durata della società)
- Cessione di quote, quando il socio trasferisce la propria partecipazione a terzi o ad altri soci

In entrambi i casi è necessario stabilire il valore della quota, che può essere determinato sulla base del bilancio, dei flussi futuri o di criteri previsti nei patti tra soci.

Statuto e patti parasociali giocano un ruolo decisivo: possono agevolare l’exit, regolando tempi, modalità e limiti alla cessione.

Se stai valutando una riorganizzazione societaria o l’uscita di un socio, è importante pianificarla con attenzione fin dall’inizio.
Scrivici: possiamo aiutarti a definire regole chiare e sostenibili per la governance della tua impresa.

Indirizzo

Via L. Ariosto 4
Vittorio
31029

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
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Martedì 08:30 - 12:30
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Giovedì 08:30 - 12:30
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+390438550314

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