Dario Carnicelli nasce nel 1936, impara i primi segreti del mestiere nella bottega dello zio materno, le vere competenze però le acquisì dal momento in cui cominciò a lavorare presso una delle aziende di falegnameria più note del tempo a L'Aquila, da allora la sua preparazione crebbe gradualmente fino a quando, nel 1960, decise di aprire una piccola bottega, dedita anche al recupero e alla conserv
azione, utilizzando una cantina posta in via Candelletta, la strada nella quale era cresciuto, in Marruci di Pizzoli. La sua perizia fu presto notata e apprezzata da architetti professionisti, esperti nel settore del legno e del restauro, i quali manifestarono una profonda fiducia nelle sue capacità. Ha realizzato con successo lavori imponenti, capaci di conferire notorietà e lustro al suo nome, in varie regioni d'Italia, diventando uno dei più apprezzati restauratori operanti nel settore ligneo. Tra i lavori maggiori è da citare il restauro della Porta Santa e il coro, della Basilia di Santa Maria di Collemaggio, nel 1980. A Roma, nel triennio 1989-1991 realizza il restauro conservativo e strutturale del vasto soffitto ligneo cassettonato, opera di Francesco Fontana, del 1705, nella Basilica di San Pietro in Vincoli. In Sardegna ha operato moltissimo, soprattutto nel quindicennio 1984-1998, con il restauro conservativo e strutturale di vari cori e altari lignei policromi, come il coro del XVI sec. Particolare, per la tipologia, l'attività di restauro di diverse casse lignee di organi, tra questi quello della cattedrale di San Giovanni Battista di Carunchio (CH). Dal 1990 anche una delle figlie, Norma, dopo aver studiato restauro a Roma, collabora con la ditta, curando autonomamente il laboratorio di restauro dei dipinti e degli affreschi. La ditta è cresciuta con sempre maggiori specializzazioni, si inserisce,infatti, anche il marito di Norma, Silvano Di Stefano, che, da coordinatore dell'ufficio tecnico-logistico, nel 2004, insieme alla adorata moglie, prenderanno in mano l'azienda, diventando, rispettivamente Amministratore e Direttore Tecnico della Carnicelli Dario & Figli. I lavori proseguono e aumentano, le maestranze si specializzano, i settori lapideo e pittorico si collegano armoniosamente per riportare allo splendore le antichità. Nel 2004, il restauro della cassa d'organo lignea policroma dell'abbazia di S.Spirito al Morrone, a Sulmona, sarà l'inizio di un lungo rapporto lavorativo che si protrarrà fino ad oggi, con il restauro del coro ligneo e del matroneo. Nel 2005 il restauro di una imponente cornice settecentesca è stata riportata allo splendore iniziale, presso uno dei palazzi più importanti d'Abruzzo, Palazzo D'Avalos, a Vasto. Si apre un altro settore in azienda, il lapideo e murario. Nel 2009, un tragico sisma ha sconvolto la tranquilla vita della città, e l'azienda, seppur ferita, ha unito le sue forze per riassestare gli equilibri, da questo momento in poi, infatti, i lavori si sono concentrati sempre di più nel capoluogo, tutti i settori dell'azienda hanno avuto una crescita esponenziale, soprattutto l'ultimo arrivato. Alcuni dei lavori maggiori eseguiti in questi anni sono, infatti, la messa in sicurezza della cappellina gotica nella basilica di San Bernardino, il restauro degli elementi lapidei nei palazzi Ciavoli - Coltelli e Cappa Camponeschi; la messa in sicurezza degli stucchi e l'attuale lavoro di restauro degli elementi di pregio presso la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta Anime Sante). Ogni ramo, ogni maestria, ogni collaboratore, in questi dolorosi anni ha messo in campo tutte le proprie forze affinché la bellezza torni ad essere protagonista della nostra città, un esempio su tutti: il restauro del soffitto ligneo policromo della Basilica di San Bernardino. Molte opere pittoriche, inoltre, danneggiate dal sisma sono state restaurate e conservate dalle abili mani delle collaboratrici, come le tele del Museo Nazionale d'Abruzzo, e della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, di quest'ultima, è ancora in atto, il restauro dell'imponente cassa d'organo lignea, decorata a foglia d'oro, distrutta dalla furia del terremoto. L'azienda, quindi, è una delle protagoniste di quella che sarà la rinascita della città de L'Aquila, con l'attenzione, la perizia, la maestria che la contraddistingue da più di cinquant'anni.