27/10/2023
.. 👁️🎼.. Ieri, Brian Eno ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Musica di Venezia.
Nel suo discorso, ha rispolverato la contrapposizione tra "genio" e "scenio". Eno nega di essere un "genio”, perché rifiuta il concetto di creatività individuale.
Propone l'idea di "scenio" ovvero di una genialità collettiva. Secondo Eno, l'artista non è un solitario illuminato dall'alto, come nell'immaginario romantico. Ma un semplice componente di una rete virtuosa. In questo senso, l'artista non sarebbe altro che un ricettore, in grado di articolare l'intelligenza del suo ambiente. E il merito di un'opera andrebbe, almeno in parte, redistribuito a tutto l'entourage.�In questo senso è stato geniale perchè lui, abbandonato i Roxi Music, assieme all’altro genio Robert Frip dei King Crimson, iniziò a sperimentare finendo col contaminare la musica progress, rock, ambient, etnica di tutte le generazioni successive, dagli anni 70 fino ad oggi.
Sarebbe facile pensare alle jam session con David Bowie, Peter Gabriel, Ruyky Sakamoto, altri geni sperimentatori della musica..
Perfino Pavarotti nelle sue esibizioni non di musica classica collaborò a più riprese con Eno..
Gruppi di grandissimo successo, ma per me non di grandissimo valore come U2, esaurita la loro verve musicale dopo i primi due album hanno avuto bisogno della mano del maestro per allargare gli spazi alla loro musica.. �
Ma secondo me il suo talento trova la sua massima forma di espressione nelle collaborazioni con gente tipo David Sylvian, David Byrne, più giovani di età, il cui loro talento ha permesso a Brian Eno di rivitalizzarsi, contaminando e facendosi contaminare, dando luogo a una miscela esplosiva di sensibilità che caratterizzò un filone di musica un po intellettuale, sofisticata, forse non per tutti, ma che negli arrangiamenti e nelle sfumature è presente negli artisti delle generazioni che seguirono fino a oggi.. ��In questo senso pur non accettandosi pubblicamente come un individuo genio, posta la questione del concetto di genio più in là, ma la definisce lo stesso..
D'altronde, negare l'importanza su se stessi dell'ambiente è un errore quanto negare quella del grandissimo vantaggio che nell'individuale attitudine ti da il tuo personalissimo talento.
E l'individuo, in quanto individuo singolo, anche se decidere di isolarsi per alimentarsi come fa un po lui, rimane però sempre geniale, perché ha attitudine a sperimentare sempre.
�Eno può contestare l'etichetta di "genio" ma è tra i vivente che sicuramente merita di essere definito tale.