The Italian Showroom

The Italian Showroom Spazio multisettoriale del made in Italy a Houston, TEXAS - USA

Nei primi due mesi del 2024 il saldo commerciale italiano è stato positivo per 8,5 miliardi di euro, un dato incoraggian...
04/23/2024

Nei primi due mesi del 2024 il saldo commerciale italiano è stato positivo per 8,5 miliardi di euro, un dato incoraggiante se si considera che nello stesso periodo del 2023 era negativo per -2,1 miliardi. Le esportazioni italiane nel periodo gennaio-febbraio 2024 hanno superato i 100,8 miliardi di euro grazie alle buone performance dei mezzi di trasporto (+18,1%), dei macchinari (+6,6%) e dell’alimentare (12,7%) Nel periodo gennaio-febbraio 2024 l’export verso la Cina è diminuito del -52% un andamento che però sconta l’exploit del comparto farmaceutico nello stesso periodo del 2023, pari a 3,3 miliardi di euro contro i 114 milioni di euro dei primi due mesi del 2024. Se si esclude la farmaceutica le esportazioni verso la Cina, nei primi due mesi del 2024, sono cresciute del 16,6%. Rallentano le vendite verso la Germania che nel periodo gennaio-febbraio 2024 sono scese del 4,1%, a causa dell’andamento delle esportazioni del comparto metalli (-17,1%), tessile e abbigliamento (-5%) e dell’arredamento (-10%). Positivo il confronto con l’andamento dei principali esportatori europei a conferma della preferenza dei consumatori per i prodotti del Made in Italy. Nel solo mese di febbraio le esportazioni italiane sono cresciute del +1,7% rispetto a febbraio 2023 in controtendenza con la media UE che ha registrato una contrazione del 2%. L’andamento delle esportazioni dei principali Paesi europei è stato negativo, con la Germania che cala del -1,1%, i Paesi Bassi del -7,8% e la Spagna che scende del -4%, fa eccezioni la Francia che a febbraio 2024 ha visto crescere le esportazioni del 1,2%, comunque meno rispetto alla crescita di quelle dell’Italia. Buona la performance delle vendite dell’Italia nei Paesi extra-UE con una crescita nel mese di febbraio (rispetto a gennaio 2024) del 7,5%, grazie in particolare ai beni strumentali, cui contribuiscono le vendite a elevato impatto di mezzi di navigazione marittima verso gli Stati Uniti. Stabile l’export verso l’area Ue con un modesto +0,3%.

«La crescita dell’export dell’1,7% registrata a febbraio 2024, rispetto allo stesso mese del 2023, si inserisce in un contesto altamente volatile di difficile prevedibilità. Il dato è caratterizzato da forti divergenze tra Paesi di destinazione: negli Usa le esportazioni a febbraio 2024 crescono del +23,7% rispetto allo stesso mese del 2023. Un segnale incoraggiante per un mercato in crescita. Per questo siamo interessati a far conoscere ancora di più a Houston i prodotti di eccellenza e gli imprenditori italiani», commenta Stefano Albano ideatore di The Italian Showroom e CEO di VERO USA e I Cube Italy Srl.

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«La legge sul Made in Italy e la designazione del 15 aprile come giornata nazionale del Made in Italy rappresentano pass...
04/19/2024

«La legge sul Made in Italy e la designazione del 15 aprile come giornata nazionale del Made in Italy rappresentano passi fondamentali verso il rafforzamento e la promozione dei nostri prodotti sia a livello nazionale che internazionale, sono iniziative cruciali per sensibilizzare l'opinione pubblica e soprattutto le nuove generazioni». È quanto ha detto il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso in un video messaggio all'evento Luiss-HTSI dal titolo Un viaggio nelle eccellenze del made in Italy. «Il Made in Italy - ha detto il ministro - è sinonimo di eccellenza, qualità e innovazione e con oltre 400 iniziative che coinvolgono associazioni, imprese, istituti scolastici abbiamo mirato a creare una rete capillare per promuovere il nostro patrimonio culturale sociale scientifico artistico storico e sportivo». Secondo Urso, «è nel tessuto di questo patrimonio che si radica la nostra identità: una eredità che si è evoluta da secoli di storia e che oggi abbraccia sfide e opportunità moderne, dalla robotica alla farmaceutica, dalle aerospazio all'automotive, senza dimenticare agroalimentare abbigliamento arredamento e molto altro, a dimostrazione che il nostro genio e la nostra creatività non conoscono limiti».
«Ben vengano queste iniziative - commenta Stefano Albano, ideatore di The Italian Showroom - e CEO di VERO USA e I Cube Italy Srl. Gli imprenditori vanno anche aiutati a far conoscere e commercializzare i loro prodotti di eccellenza all'estero. Con l'evento di Houston vogliamo dare il nostro contributo di "ambasciatori" del Made in Italy. Siamo disponibili a promuovere e mettere in contatto gli imprenditori italiani con i clienti e i distributori negli Stati Uniti».

Organizziamo eventi e supportiamo le aziende ad esportare il proprio prodotto negli Stati Uniti.
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Il Texas è uno stato che sta apprezzando sempre di più l'enogastronomia Italiana!
04/18/2024

Il Texas è uno stato che sta apprezzando sempre di più l'enogastronomia Italiana!

Mangiare e bere italiano piace. Soprattutto all’estero.
In particolare, si parla di un consumo oltre i nostri confini di tre miliardi di piatti di pasta, oltre 500 milioni tra coni, coppette e gelati a stecco, 55 miliardi di tazzine di caffè, quasi un miliardo di chilogrammi tra biscotti, fette biscottate, crackers e dolci. E ancora, caramelle, pastiglie e confetti, sufficienti a riempire 24 piscine olimpioniche, 345mila tonnellate di surgelati e 300 mila tonnellate di integratori, secondo l'elaborazione di Unionfood di dati Istat sul commercio estero 2023 delle principali merceologie rappresentate dall'associazione. Ma sono oltre 20 i settori di Unionfood, con più di 900 marchi e 530 aziende dislocate su tutto il territorio nazionale che danno lavoro a oltre 100mila persone, in una fotografia che racconta tutte le anime del saper fare italiano che unisce tradizione centenaria, identità e innovazione. Tutti i settori hanno fatto registrare performance positive all'export nel raffronto con il 2022. Tra questi, a conferma dell'apprezzamento dei vari comparti produttivi che esprimono il made in Italy nel mondo, spiccano in particolare i brodi, minestre, salse e sughi (+20,7%), chips e snacks (+22,4%), le confetture e le conserve di frutta (+11,2%), i prodotti da forno (+13,2%), i prodotti della panificazione (+12,7%), i vegetali in aceto, salamoia, olio e altri (+12,6%) e gli integratori alimentari (+10%). «Il Made in Italy alimentare è un modello unico, da esportare in tutto il mondo – spiega Stefano Albano, ideatore di The Italian Showroom -. Con VERO USA e ICube Italy vogliamo portare le nostre eccellenze negli Stati Uniti. In particolare a Houston, in Texas. Possiamo dare la possibilità agli imprenditori italiani di diventare un esempio virtuoso di radicamento territoriale, fatto soprattutto di realtà familiari, dalla storia anche centenaria, che generano occupazione, ricchezza e valore condiviso, ma che guardano anche ai mercati esteri e puntano all’internazionalizzazione».

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Al di là del marchio, il sistema industriale italiano ha dimostrato una grande resilienza e rapidità nell’adattarsi ai c...
04/11/2024

Al di là del marchio, il sistema industriale italiano ha dimostrato una grande resilienza e rapidità nell’adattarsi ai cambiamenti: guerre, inflazione, tassi di interesse, canale di Suez. «Il made in Italy – spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom - spesso viene associato ai settori che conosciamo tutti per i suoi prodotti più famosi: il cibo, la moda, il design. Ma ci sono tanti settori silenti che lavorano in mercati dove i clienti sono altre aziende, che stanno ottenendo eccellenti risultati, ad esempio le forniture per l’industria aerospaziale, le tecnologie green, le scienze della vita, l’intelligenza artificiale, dove ci sono casi di eccellenza nella ricerca anche nel Sud Italia. Sono settori cresciuti negli anni, spesso sottotraccia, che dall’estero vengono considerati dei veri punti di riferimento del sistema italiano».

Anche con la Germania in difficoltà, è possibile aprire la strada in tantissimi altri mercati: Balcani, Medio Oriente, Sud Est asiatico, America Latina. E anche Nord Africa, grazie al Piano Mattei. Ma soprattutto Stati Uniti.

« Oltre ai programmi individuali, alle fiere in giro per il mondo e alle iniziative promozionali, l’export va aiutato. I nostri imprenditori del lusso possono partecipare alla nostra iniziativa di Houston, in Texas. Si tratta dell’ottava economia mondiale: secondo produttore di petrolio al mondo, 2,3 volte l’Italia con metà della popolazione e tanti giovani. Insomma un mercato interessato al made in Italy e con buone prospettive commerciali», afferma Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom

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«Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali so...
04/08/2024

«Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali sono disposti a pagare di più i prodotti italiani piuttosto che rinunciarci - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. I conflitti bellici che perdurano, le crisi geopolitiche e l’attesa per le importanti tornate elettorali inducono i consumatori ad avere un atteggiamento di prudenza. È quindi d’obbligo esser cauti rispetto alle previsioni per l’export dei prossimi mesi. Tuttavia sono sempre più convinto che la nostra iniziativa a Houston possa contribuire a migliorare gli scambi commerciali e a far crescere il consenso verso i prodotti di lusso made in Italy. Tra i mercati più dinamici proprio gli Stati Uniti, che crescono del +3,1%, dato che sale ulteriormente al 23,6% se si considerano le vendite registrate nel settore cantieristico».

The Italian Showroom®

Il primo Spazio Attivo del Made in Italy in Texas, Stati Uniti.

Una struttura dedicata all’esposizione presso il Design Center di Houston dedicato a tutte le aziende italiane, indipendentemente dalle dimensioni e dalle capacità produttive, che operino nei settori della Moda, del Design, della Gioielleria, dell’Arredo, dei macchinari di medicina estetica, del biomedicale, del Food&Wine, della nautica e molti altri.

https://www.theitalianshowroom.us/

A febbraio 2024 l’export verso i Paesi extra Ue si attesta in area positiva con una crescita del 3,1% rispetto a gennaio 2024, a cui va sommato l’effetto delle commesse della cantieristica navale che da sola vale più della metà delle maggiori vendite all’estero, facendole salire del 7%. «Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali sono disposti a pagare di più i prodotti italiani piuttosto che rinunciarci - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. I conflitti bellici che perdurano, le crisi geopolitiche e l’attesa per le importanti tornate elettorali inducono i consumatori ad avere un atteggiamento di prudenza. È quindi d’obbligo esser cauti rispetto alle previsioni per l’export dei prossimi mesi. Tuttavia sono sempre più convinto che la nostra iniziativa a Houston possa contribuire a migliorare gli scambi commerciali e a far crescere il consenso verso i prodotti di lusso made in Italy. Tra i mercati più dinamici proprio gli Stati Uniti, che crescono del +3,1%, dato che sale ulteriormente al 23,6% se si considerano le vendite registrate nel settore cantieristico».

L’export verso i Paesi extra Ue a febbraio 2024 si attesta a 25,7 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2023 e in miglioramento anche rispetto al dato di gennaio 2024 (-0,4% su gennaio 2023). Se si esclude il contributo della cantieristica navale la variazione delle esportazioni sarebbe del -1,7% rispetto a febbraio 2023. Crescono le esportazioni verso tutti i principali partner extra Ue27 a eccezione di Cina (-57,7%) e del Regno Unito (-4,4%). Si conferma in crescita anche il Giappone che registra +18,8%, rispetto a febbraio 2023, sulla scia del raddoppio delle vendite di prodotti agroalimentari (+117%) e nel settore moda (15,9%) dello scorso mese di gennaio. La Cina va giù rispetto a febbraio 2023 del 57,7%, un dato che risente del confronto con un mese contrassegnato dal boom di esportazioni di beni farmaceutici e in particolare dalle vendite di un farmaco anticovid prodotto nelle Marche che nel mese di febbraio 2023 avevano fatto registrare una crescita record del 131%.

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Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali son...
04/08/2024

Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali sono disposti a pagare di più i prodotti italiani piuttosto che rinunciarci - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. I conflitti bellici che perdurano, le crisi geopolitiche e l’attesa per le importanti tornate elettorali inducono i consumatori ad avere un atteggiamento di prudenza. È quindi d’obbligo esser cauti rispetto alle previsioni per l’export dei prossimi mesi. Tuttavia sono sempre più convinto che la nostra iniziativa a Houston possa contribuire a migliorare gli scambi commerciali e a far crescere il consenso verso i prodotti di lusso made in Italy. Tra i mercati più dinamici proprio gli Stati Uniti, che crescono del +3,1%, dato che sale ulteriormente al 23,6% se si considerano le vendite registrate nel settore cantieristico».

A febbraio 2024 l’export verso i Paesi extra Ue si attesta in area positiva con una crescita del 3,1% rispetto a gennaio 2024, a cui va sommato l’effetto delle commesse della cantieristica navale che da sola vale più della metà delle maggiori vendite all’estero, facendole salire del 7%. «Si conferma il valore che il made in Italy è riuscito a costruire nel tempo, per cui i nostri clienti internazionali sono disposti a pagare di più i prodotti italiani piuttosto che rinunciarci - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. I conflitti bellici che perdurano, le crisi geopolitiche e l’attesa per le importanti tornate elettorali inducono i consumatori ad avere un atteggiamento di prudenza. È quindi d’obbligo esser cauti rispetto alle previsioni per l’export dei prossimi mesi. Tuttavia sono sempre più convinto che la nostra iniziativa a Houston possa contribuire a migliorare gli scambi commerciali e a far crescere il consenso verso i prodotti di lusso made in Italy. Tra i mercati più dinamici proprio gli Stati Uniti, che crescono del +3,1%, dato che sale ulteriormente al 23,6% se si considerano le vendite registrate nel settore cantieristico».

L’export verso i Paesi extra Ue a febbraio 2024 si attesta a 25,7 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2023 e in miglioramento anche rispetto al dato di gennaio 2024 (-0,4% su gennaio 2023). Se si esclude il contributo della cantieristica navale la variazione delle esportazioni sarebbe del -1,7% rispetto a febbraio 2023. Crescono le esportazioni verso tutti i principali partner extra Ue27 a eccezione di Cina (-57,7%) e del Regno Unito (-4,4%). Si conferma in crescita anche il Giappone che registra +18,8%, rispetto a febbraio 2023, sulla scia del raddoppio delle vendite di prodotti agroalimentari (+117%) e nel settore moda (15,9%) dello scorso mese di gennaio. La Cina va giù rispetto a febbraio 2023 del 57,7%, un dato che risente del confronto con un mese contrassegnato dal boom di esportazioni di beni farmaceutici e in particolare dalle vendite di un farmaco anticovid prodotto nelle Marche che nel mese di febbraio 2023 avevano fatto registrare una crescita record del 131%.

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Con una produzione di oltre tre milioni di ettolitri, derivante dalla coltivazione di oltre 133mila ettari, il vigneto d...
04/05/2024

Con una produzione di oltre tre milioni di ettolitri, derivante dalla coltivazione di oltre 133mila ettari, il vigneto da vino biologico italiano presenta valori di superficie molto eterogenei, che vanno dai poco più di 100 ettari di Valle d'Aosta e Liguria ai quasi 37mila ettari della Sicilia, ma caratteristiche qualitative decisamente più omogenee ed elevate, con produzioni spalmate lungo tutta la Pen*sola che si concentrano principalmente in Sicilia, Toscana, Puglia, Veneto, Marche ed Emilia-Romagna. «È uno dei settori di punta dell'agroalimentare nazionale - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. Si tratta di una filiera d'eccellenza che continua a trainare l'agroalimentare del Paese, nelle esportazioni, nei consumi e in tutti i numeri legati all'indotto; un comparto che vale oltre 31 miliardi di euro, oltre la metà dei quali derivanti dalla parte produttiva, e che grazie a più di 500mila aziende impegna quasi 900mila occupati, per un totale di circa 7,4 miliardi di euro di esportazioni. Inoltre è un comparto che interessa molto i consumatori statunitensi e che potrebbe avere spazio al numero 254 dello Houston Design Center».

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Il bilancioEsportazioni, segnali positivi dagli UsaNel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, rispetto al trimestre prece...
04/03/2024

Il bilancio
Esportazioni, segnali positivi dagli Usa

Nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, rispetto al trimestre precedente, l’export si riduce dell’1,6%, l’import del 4%. A gennaio 2024, l’export in valore registra una modesta flessione su base annua (-0,2%; era -7,8% a dicembre); in volume, si riduce dell’1,8%. La lieve flessione delle esportazioni in termini monetari riguarda i soli mercati extra-Ue (-0,4%), mentre l’export verso i mercati Ue risulta stazionario. L’import registra una flessione tendenziale del 13,5% in valore – sintesi di una più ampia contrazione per l’area extra Ue (-19,3%) rispetto a quella Ue (-8,7%) – e del 5,2% in volume. Su base annua, tra i settori che più contribuiscono a frenare l’export nazionale si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (-15%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-7,9%). All’opposto, i contributi positivi maggiori derivano dall’aumento delle esportazioni di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+14%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (+6,2%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+17,0%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti (+15,7%) e autoveicoli (+12,9%).

Su base annua, la Cina (-46,1%) è il Paese che fornisce il contributo negativo maggiore all’export nazionale. Flettono anche le esportazioni verso Germania (-2,9%) e Francia (-3,5%), mentre crescono quelle verso Stati Uniti (+14,5%), Paesi Opec (+26,3%) e Spagna (+9,2%).

«Segnali positivi arrivano dagli Usa - spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. Le aziende italiane devono cogliere le opportunità che arrivano da Oltreoceano. Con la nostra iniziativa a Houston, in Texas, offriamo l’occasione ai nostri produttori del lusso di farsi conoscere, espandere il mercato e stringere accordi commerciali in loco. Le nostre eccellenze, infatti, continuano ad attirare i consumatori americani».

La stima del saldo commerciale a gennaio 2024 è pari a +2.655 milioni di euro (era -4.236 milioni a gennaio 2023). Il deficit energetico (-4.233 milioni) è in forte riduzione rispetto a un anno prima (-7.760 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da 3.524 milioni di gennaio 2023 a 6.888 milioni di gennaio 2024.
Nel mese di gennaio 2024, i prezzi all’importazione diminuiscono dello 0,9% su base mensile e del 7% su base annua (era -9,3% a dicembre 2023).

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ExportIl lusso italiano ha bisogno di farsi conoscere ancora di piùNel corso dell'anno fiscale 2022, le 100 più grandi a...
03/28/2024

Export
Il lusso italiano ha bisogno di farsi conoscere ancora di più
Nel corso dell'anno fiscale 2022, le 100 più grandi aziende di beni di lusso al mondo hanno generato vendite per 347 miliardi di dollari, 42 miliardi in più rispetto all'anno passato, con una crescita complessiva del 20% con un margine di profitto del 13,4% (+1,2 punti percentuali). Di questa top 100, 23 sono le aziende italiane. È quanto emerge dalla decima edizione del Global Powers of Luxury Goods, lo studio annuale di Deloitte che esamina e classifica i 100 Top Player del settore Fashion & Luxury a livello globale, sulla base delle vendite consolidate nell'anno fiscale 2022. Alle prime due posizioni del podio della Top 10 dei big del lusso si confermano i colossi francesi Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton e Kering, mentre al terzo posto Richemont (Compagnie Financière Richemont) ha preso il posto di The Estèe Lauder. Il made in Italy è ancora fortemente rappresentato in classifica, con 23 aziende tra le top 100 a un tasso di crescita medio del 19.4%. Si registrano margini di profitto a due cifre da parte di Prada, Moncler, Max Mara, Euroitalia, Liu jo, De Rigo e Morellato. Prada (18°), Moncler (27°) e Giorgio Armani (30°) sono i tre principali player italiani in classifica: rappresentano il 35% delle vendite di beni di lusso realizzate dalle aziende italiane presenti nel ranking. Golden Goose si conferma anche quest’anno l’azienda italiana con crescita maggiore nel periodo FY2019-FY2022. «Il settore del lusso sta vivendo un ottimo momento, con un giro d'affari che ha raggiunto picchi di crescita da record nell'anno fiscale 2022. Al contempo questi ottimi risultati registrati nel periodo post-pandemico lasciano presagire un futuro consolidamento del mercato e un rallentamento generale della crescita nel corso del prossimo anno, a seguito di una normalizzazione dei consumi - commenta Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom -. Le aziende italiane rimangono per i consumatori un sinonimo di eccellenza e di creatività uniche al mondo. Tuttavia il settore del lusso nostrano ha bisogno di farsi conoscere: dobbiamo incentivare le occasioni di incontro tra i produttori italiani e i mercati esteri».

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Nel 2023 l’export, secondo i dati Istat, nonostante un leggero calo dei volumi ha registrato un valore pari a oltre 52 m...
03/26/2024

Nel 2023 l’export, secondo i dati Istat, nonostante un leggero calo dei volumi ha registrato un valore pari a oltre 52 miliardi di euro, con un aumento del +6,6% rispetto al 2022. Per continuare a crescere anche l’agroalimentare deve guardare all’estero e al futuro. Sta emergendo infatti un mix di fattori che possono rappresentare un rischio, ma anche una opportunità per le nostre imprese: volatilità delle materie prime, costi energetici, polarizzazione dei canali distributivi. «Il made in Italy – spiega Stefano Albano, fondatore di The Italian Showroom - è l’insieme delle migliori qualità che possiamo offrire. Dobbiamo raccontare al resto del mondo l’eccellenza del sistema agroalimentare italiano facendo conoscere sempre di più i nostri prodotti. L’hub di Houston in Texas rappresenta un asset primario per la nostra economia, per questo è fondamentale creare occasioni in cui incontrarsi e discutere dei nuovi scenari e delle nuove strategie per il settore. L’orizzonte è molto confuso a livello globale per l’incertezza degli scenari internazionali, ma anche delle normative intra ed extra UE. Nonostante la riduzione dei margini e del reddito disponibile, il rischio di nuovi dazi e di legislazioni iper restrittive, le aziende del settore continuano a investire e innovare guardando con crescente attenzione alle esigenze del consumatore e del pianeta. Un occhio particolare va rivolto ai mercati esteri, in particolare agli Stati Uniti».

uniti

Pandemia, conflitti in Ucraina e Striscia di Gaza, la ribellione Houthi nello Yemen e le conseguenti forti ripercussioni...
03/21/2024

Pandemia, conflitti in Ucraina e Striscia di Gaza, la ribellione Houthi nello Yemen e le conseguenti forti ripercussioni per i trasporti di merci nel Mar Rosso hanno avuto effetto diretto sulla movimentazione di beni e servizi, provocando fenomeni di accorciamento delle catene globali del valore. Regionalizzazione degli scambi e diversificazione dei mercati di sbocco e di approvvigionamento sono attualmente le linee di evoluzione del commercio mondiale e concetti come reshoring e nearshoring sono tornati al centro del dibattito. A questi si aggiunge l'evoluzione del friendshoring, e proprio in questo contesto di grandi tensioni geopolitiche andrebbe valorizzato, a livello di strategie globali, il ruolo dell'Europa come «approdo sicuro» per le produzioni e le forniture dei Paesi «amici», nonché come «spazio delle regole e dei diritti» per cittadini, lavoratori e imprese. «L'Italia ha una vocazione estera da primato, è fra i primi dieci esportatori mondiali e l'export contribuisce per quasi il 40% del Pil nazionale». È quanto si legge in una nota di Confcommercio in audizione presso la Commissione Esteri della Camera.
Per Stefano Albano , fondatore di The Italian Showroom, «il contesto storico in cui ci troviamo potrebbe facilitare la nostra iniziativa in Texas». «Accorciare le filiere globali - spiega Albano - è il nostro compito. Siamo sicuri che gli imprenditori italiani del lusso potranno avere una grande opportunità per valorizzare i loro prodotti e creare una rete commerciali nel Stati Uniti».

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Houston, TX
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