Gian Donato Natola - Restauratore amatoriale di Biciclette d'Epoca

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Gian Donato Natola - Restauratore amatoriale di Biciclette d'Epoca Recupero e restauro amatoriale di biciclette d'epoca. Nessun ferro è un ferro vecchio, se racconta una storia. Ogni strada percorsa, anche un po' la mia strada.

La mia passione è recuperare ciò di cui molti vorrebbero disfarsi e regalargli nuova vita. In modo particolare, restauro in maniera amatoriale biciclette d'epoca e così facendo, ogni storia diventa anche un po' la mia storia. In viaggio verso nuove mete, nuovi orizzonti e un nuovo futuro.

🚲 Fa ancora un po' freddino, ma le belle giornate di sole sono alle porte...Il mio augurio per questa festa è che si pos...
09/04/2023

🚲 Fa ancora un po' freddino, ma le belle giornate di sole sono alle porte...
Il mio augurio per questa festa è che si possa risalire presto in sella e pedalare con il sole sul viso e il vento alle spalle ☀️
Auguri di buona Pasqua, amici... Che sia serena e gioiosa. Buona Resurrezione a tutti noi! 💙

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🚲 Passeggiando per il paese in cui vivo, da molto tempo, davanti al Bed & Breakfast di un amico, l'occhio cadeva su una ...
19/02/2023

🚲 Passeggiando per il paese in cui vivo, da molto tempo, davanti al Bed & Breakfast di un amico, l'occhio cadeva su una bicicletta in stallo appoggiata a vista ad un recinto che delimita uno spazio abitato da animali da cortile - tra cui un bellissimo pavone - dove spesso gli ospiti della struttura si fermano, soprattutto con i figli più piccoli.

La mia attenzione era catturata dai freni a bacchetta, caratteristica che immediatamente mi riportava alle bici d'epoca e quindi a quelle che, per la maggior parte, sono oggetto del mio interesse. Nonostante la proverbiale timidezza, ho deciso di farmi avanti e di chiedere al mio amico se potevo prenderla. A permesso accordato, mi sono accorto subito che è una MAINO DE FANO, marchio che mi era capitato già altre volte sotto agi occhi, sebbene ormai non esista più, e soprattutto di un portariviste m***ato sul manubrio che mi ha immediatamente riportato alle passeggiate mattutine di uomini e donne in bici, che compravano il loro giornale preferito e lo infilavano lì per non sgualcirlo e non perderlo.

Ho provato così a darle una seconda vita... detto e fatto in un solo pomeriggio! 😊
Innanzitutto doccia energica, poi pulizia, sm***aggio, rim***aggio, riverniciatura, rigenerazione sella... et voilà! Il risultato è quello che vedete in foto. 💙

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🚲 La bicicletta mi ha insegnato che il percorso si fa pedalata dopo pedalata... prima una, poi l'altra. Con costanza, an...
31/12/2022

🚲 La bicicletta mi ha insegnato che il percorso si fa pedalata dopo pedalata... prima una, poi l'altra. Con costanza, anche piano, ma senza sosta. Mi ha insegnato che in salita bisogna aumentare la potenza e rallentare il ritmo... che in discesa aumenta spontaneamente il ritmo e sempre spontaneamente diminuisce la potenza. E se la discesa è particolarmente agevole, si possono anche alzare i piedi dai pedali e lasciare che vada da sola. Naturalmente lì c'è bisogno di un buon controllo per evitare capitomboli. Il mio augurio è che questa sia la metafora del nuovo anno. Vi auguro un buon allenamento per le salite e il sorriso delle discese. Vi auguro la capacità di sentire il suolo sotto le "ruote" e capire quando è il momento di pedalare duro e quando è il momento di rilassarsi. Vi auguro il controllo pieno, totale e consapevole del vostro percorso. E che il 2023 porti quanto di buono ognuno di noi desidera per la propria vita, accompagnato dall'amore delle persone care, dal sole sulla fronte e dal vento a favore.
Buon anno nuovo a voi e a chi amate... cin cin! 🍾🥂💙

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🎅 A tutti voi arrivi il mio sincero e caro augurio per un buon Natale. Auguri di gioia, di speranza, di consapevolezza, ...
24/12/2022

🎅 A tutti voi arrivi il mio sincero e caro augurio per un buon Natale. Auguri di gioia, di speranza, di consapevolezza, di autenticità.
Auguri perché la magia del Natale ci riporti all'essenziale, a ciò che conta davvero, togliendoci l'affanno delle cose inutili e superflue. Auguri perché la commozione di un bimbo, figlio di Dio, che nasce in una mangiatoia, ci faccia realmente comprendere che la vera ricchezza non è quello che ha un costo, ma quello che ha un valore, che i beni più preziosi non sono cose, ma persone e sentimenti... che il bene più prezioso è l'amore.
Che sia un buon Natale, allora... per voi, per le vostre famiglie e per tutte le persone, vicine o lontane, che portate nel cuore... 🎄

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🚲 La passione per le biciclette mi porta a fare spesso delle belle passeggiate. Per questa sono arrivato nella meravigli...
28/11/2022

🚲 La passione per le biciclette mi porta a fare spesso delle belle passeggiate. Per questa sono arrivato nella meravigliosa Ostuni, a pochi km da casa mia, dove ho incontrato un venditore di bici vintage da restaurare. Dalla foto vista in rete, che pure mi aveva colpito, non avevo inizialmente inteso che si trattava in realtà di un esemplare molto raro. Una Aprilia, per la precisione, azienda conosciuta maggiormente per essere una marca di motociclette, ma che in realtà è nata producendo bici di fattura particolare, raffinata ed elegante, molto fluide da guidare ed esteticamente molto accattivanti.
Ci sono volute cura, passione, dedizione... c'è voluto tanto tanto amore per restituire una nuova vita a quello che in origine era poco più di un ammasso di ferri arrugginiti e che oggi, potete vedere, è davvero un gioiellino... 💙

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🚲 Nascosto dietro a questo smile arancione, c'è il volto sorridente di uno dei bambini più miti, dolci, rispettosi e gar...
16/10/2022

🚲 Nascosto dietro a questo smile arancione, c'è il volto sorridente di uno dei bambini più miti, dolci, rispettosi e garbati che abbia mai incontrato. Ho conosciuto Luca per caso (e no, non si chiama Luca, ma sapete... la privacy...), solo dopo mia madre, la quale già più volte lo aveva accompagnato a recuperare il pallone che negli ultimi giorni era finito spesso nel mio giardino. In uno dei recuperi, Luca ha visto la bici in foto appoggiata al muro e l'ha guardata con occhi sognanti fino a che non ha trovato il coraggio di chiedere a mia madre se per caso fosse in vendita. Spiazzata, non ha potuto fare altro che rispondergli che avrebbe dovuto parlare con me e posso solo immaginare la frustrazione di Luca che continuava a perdere il pallone nel mio giardino, senza però mai trovarmi per potermi parlare. Intanto però trovava lei, la bici, e il sogno di poterla mo***re cresceva, come cresceva l'amore per qualcosa che per lui rappresentava tanto, soprattutto l'occasione di riscatto con gli amici che lo prendevano in giro perché m***ava una bici per lui ormai piccola. Quando finalmente l'ho incontrato, ho visto nei suoi occhi un luccichio così limpido e così vivo che non ho potuto fare a meno di proporgli una prova sulla mia Atala rossa fiammante, restaurata e in vendita già da qualche giorno. Il mio timore era che fosse troppo grande per lui, ma devo ammettere che già alla prima pedalata sembrava che fossero compagni di strada da parecchio tempo. Quando è sceso da quella prova che voleva non finisse mai, con una mitezza e una timidezza che non credevo ancora possibili, mi ha chiesto: "Mi dici quanti soldini devo farmi dare da papà per comprarla?". Mi si è aperto il cuore e senza pensarci un attimo su gli ho risposto: "Vai, è tua!", chiedendogli in cambio solo la promessa di una revisione alle gomme, per la sua e la mia tranquillità, e una foto che potesse ricordarmi in ogni momento quel sorriso che mi ha riempito l'anima, che mi ha ricordato quanto i piccoli gesti possano rendere felici gli altri, che donare è una delle cose più belle del mondo e che non esiste un prezzo che possa ripagare la meraviglia di avere un giovane nuovo amico...che illusi che siamo noi adulti: pensiamo di fare qualcosa per loro e invece sono sempre loro che fanno qualcosa per noi.
Oggi sono felice, per Luca, certo... ma soprattutto CON Luca.

A voi tutti, l'augurio di una serena domenica... 💙

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📌 DISCLAIMER: post lungo. Dedicato alle donne e al loro coraggio. Da quelle di ieri, a quelle di oggi. In modo particola...
04/10/2022

📌 DISCLAIMER: post lungo. Dedicato alle donne e al loro coraggio. Da quelle di ieri, a quelle di oggi. In modo particolare, considerando quanto sta accadendo alle donne in Iran.💔
Concediti cinque minuti per leggerlo.

🚲"Penso che abbia fatto di più per emancipare le donne di qualsiasi altra cosa al mondo. Gioisco ogni volta che vedo una donna in bicicletta. Dà la sensazione di autonomia e indipendenza e nel momento in cui prende posto, e lei va via, è l’immagine della femminilità senza ostacoli".

Questo scriveva a proposito della bicicletta Susan B. Anthony, la leader americana dei diritti civili, nel 1896.

La bici non nasce "femmina". Secondo i vocabolari etimologici, prima del 1893, quello che noi oggi conosciamo come bicicletta era chiamato velocipede. Ma nello stesso momento in cui il velocipede diventa "la bici", questa entra anche a far parte della vita di tutte quelle persone appartenenti ad un mondo in fermento che, dalle retrovie, tentavano di affermare loro stesse e i loro diritti. La bici diventa così il simbolo della voglia di riscatto degli emarginati: contadini, operai, e anche le donne, in maniera sempre più forte, iniziavano a muoversi in bicicletta.

La bicicletta ha contribuito in maniera fenomenale all'emancipazione femminile. Basti pensare di quanti fastidiosi orpelli si è liberata la donna per poter andare in bici: niente più corsetto, che rendeva il fiato corto, niente più gonne alla caviglia, da far intrecciare nei pedali e niente più stivaletti che avrebbero impedito una pedalata agevole. Le donne utilizzavano la bici per andare a lavoro, specialmente nei campi, ma allo stesso tempo iniziavano anche a gareggiare. Dalle suffragette alle donne partigiane, fino al primo giro d'Italia femminile, nel 1958, la bicicletta si allea con le donne nel loro diritto di votare, combattere e affermarsi. Naturalmente, come ogni percorso di emancipazione, neanche questo fu veloce e lineare. Anzi, fu molto sofferto e addirittura il pedalare su una sella fu visto come uno scandalo e come uno spettacolo raccapricciante da alti prelati e donne e uomini ben pensanti.

Eppure...
Alfonsina Strada fece della bici la sua passione al punto da competere con i maschi. È infatti l'unica donna che ha avuto la possibilità di partecipare al Giro d’Italia, nel 1924, all’età di 33 anni.

Amelia Bloomer, attivista statunitense del 1800, nota per il suo impegno in favore dei diritti delle donne, fece della riforma del vestiario il fulcro del suo lavoro. Una donna in una lunga gonna o vestito non pedala facilmente una bicicletta.

Maria Ward ha scritto "Bicycling for ladies", una guida per donne su come pedalare pubblicata nel 1896. Ward cercò di emancipare le donne insegnando loro tutto ciò che c'era da sapere sull'acquisto, l'utilizzo e la manutenzione della bici. Scrisse nella sua introduzione a "Donne e strumenti": "Sono convinta che qualsiasi donna capace di usare ago e forbici possa utilizzare altrettanto bene anche altri strumenti".

Miss Annie Londonderry è stata invece la prima donna a fare il giro del mondo in bici, nel 1894.

A Leicester, nel cuore della vecchia Inghilterra, fu invece la suffragetta Alice Hawkins a pedalare per i diritti delle donne dando scandalo. La sua colpa? Indossare i pantaloni e promuovere il diritto di voto per tutti. Era il 1911.

La futura giornalista e scrittrice, durante la seconda guerra mondiale, fa da staffetta per trasportare munizioni da una parte all'altra dell'Arno, rigorosamente su due ruote. Con il nome di battaglia Emilia, Oriana Fallaci scortava i prigionieri alleati fuggiti, consegnava armi, messaggi segreti e stampa clandestina. Il suo coraggio, che la porterà in prima linea per tutta la vita, parte con una bicicletta a Firenze, ad appena 14 anni.

Dervla Murphy partiva per il suo primo lungo viaggio. Nel 1963 Murphy, con la sua bici Rozinante, attraversa Europa, Iran, Afghanistan, Pakistan per raggiungere l’India. Si fermerà lì per lavorare con i bambini rifugiati tibetani prima di tornare a casa.

Solo qualche esempio, per celebrare la temerarietà delle donne che hanno avuto in una bici - perché in questa pagina si parla di bici - un'alleata e una compagna di viaggio.
Per ricordare a tutte le donne che ci sono parti del mondo in cui gesti come legarsi i capelli in una coda sono puniti con la vita stessa e che spetta a noi, donne e uomini di oggi, difendere con le unghie e con i denti i diritti faticosamente conquistati da donne valorose del passato. 💙

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🚲 E' inverno. La bimba ha il cappottino e il nonno è avvolto nella sua caparèla. Al manubrio della sua bici sono appese ...
02/10/2022

🚲 E' inverno. La bimba ha il cappottino e il nonno è avvolto nella sua caparèla. Al manubrio della sua bici sono appese la cartella e la sporta della nipotina, probabilmente troppo pesanti per una bambina così piccola e la sua pedalata. Una foto di altri tempi, di una dolcezza e una tenerezza infinte, per festeggiare tutti i nonni del mondo, proprio oggi, nel giorno in cui si celebrano gli angeli custodi. 💙

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22/09/2022

🚲 "La Bassa non è fatta, per le gite turistiche in torpedone", diceva Giovannino Guareschi, allorquando scriveva dei luoghi che facevano da cornice alle avventure di don Camillo e di Peppone.

"Ecco... ricomincia l'eterna gara nella quale ognuno dei due vuole disperatamente arrivare primo, però se uno dei due s'attarda, l'altro l'aspetta per continuare assieme il lungo viaggio fino al traguardo della vita..."

Come avrebbe mai potuto disegnarsi questa poesia, se non in bicicletta? 💙

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🚲 BICICLETTE FAMOSE 🚲Quella cavalcata da Massimo Troisi nel capolavoro "Il Postino" è una delle biciclette in assoluto p...
21/09/2022

🚲 BICICLETTE FAMOSE 🚲

Quella cavalcata da Massimo Troisi nel capolavoro "Il Postino" è una delle biciclette in assoluto più famose della cinematografia italiana. Fu messa all'asta da una delle sorelle di Massimo, Anna Maria, proprietaria della casa di Ostia in cui morì l'attore e nella quale fu costudita la bici fino al 2002, quando l'allora sindaco di San Giorgio a Cremano (Na), città natale di Troisi, con un'offerta superiore a quella del sindaco di Procida, si aggiudicò la bici per un valore di 8.500 euro, somma che fu poi devoluta al reparto di neonatologia dell’ospedale pediatrico Giovanni Battista Grassi di Roma. Da quel momento, la bici - diventata ormai oggetto di vero e proprio culto - è esposta al piano nobile di villa Bruno, una delle ville vesuviane più belle, risalente al 1700, che fa da cornice al famosissimo "Premio Troisi", rassegna culturale che la città di San Giorgio organizza annualmente, con legge Regionale dal 1996, per ricordare il suo amato figlio alle vecchie generazioni e per tramandarne il ricordo alle nuove.

Piccola curiosità: "Il Postino" è ambientato nel 1952 e quindi, presumibilmente, la bici utilizzata - data la somiglianza del telaio e della meccanica - potrebbe addiritura essere una Bianchi, gemella di quella che ho io e di cui vi parlavo qui qualche giorno fa: https://www.facebook.com/giandonatonatolarestauratore/posts/pfbid0dyU1QUf3Y74T9CfimrUnjWxCztPQmwr3XzR4mYiJAC3zzxQuyJ1bkVDRLJDk84SLl

Non sono riuscito a reperire informazioni precise in merito.. voi ne sapete qualcosa? 💙

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🚲 BICICLETTE FAMOSE 🚲

Quella cavalcata da Massimo Troisi nel capolavoro "Il Postino" è una delle biciclette in assoluto più famose della cinematografia italiana. Fu messa all'asta da una delle sorelle di Massimo, Anna Maria, proprietaria della casa di Ostia in cui morì l'attore e nella quale fu costudita la bici fino al 2002, quando l'allora sindaco di San Giorgio a Cremano (Na), città natale di Troisi, con un'offerta superiore a quella del sindaco di Procida, si aggiudicò la bici per un valore di 8.500 euro, somma che fu poi devoluta al reparto di neonatologia dell’ospedale pediatrico Giovanni Battista Grassi di Roma. Da quel momento, la bici - diventata ormai oggetto di vero e proprio culto - è esposta al piano nobile di villa Bruno, una delle ville vesuviane più belle, risalente al 1700, che fa da cornice al famosissimo "Premio Troisi", rassegna culturale che la città di San Giorgio organizza annualmente, con legge Regionale dal 1996, per ricordare il suo amato figlio alle vecchie generazioni e per tramandarne il ricordo alle nuove.

Piccola curiosità: "Il Postino" è ambientato nel 1952 e quindi, presumibilmente, la bici utilizzata - data la somiglianza del telaio e della meccanica - potrebbe addiritura essere una Bianchi, gemella di quella che ho io e di cui vi parlavo qui proprio ieri: https://www.facebook.com/giandonatonatolarestauratore/posts/pfbid0dyU1QUf3Y74T9CfimrUnjWxCztPQmwr3XzR4mYiJAC3zzxQuyJ1bkVDRLJDk84SLl

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🚲 BICICLETTE FAMOSE 🚲Quella cavalcata da Massimo Troisi nel capolavoro "Il Postino" è una delle biciclette in assoluto p...
17/09/2022

🚲 BICICLETTE FAMOSE 🚲

Quella cavalcata da Massimo Troisi nel capolavoro "Il Postino" è una delle biciclette in assoluto più famose della cinematografia italiana. Fu messa all'asta da una delle sorelle di Massimo, Anna Maria, proprietaria della casa di Ostia in cui morì l'attore e nella quale fu costudita la bici fino al 2002, quando l'allora sindaco di San Giorgio a Cremano (Na), città natale di Troisi, con un'offerta superiore a quella del sindaco di Procida, si aggiudicò la bici per un valore di 8.500 euro, somma che fu poi devoluta al reparto di neonatologia dell’ospedale pediatrico Giovanni Battista Grassi di Roma. Da quel momento, la bici - diventata ormai oggetto di vero e proprio culto - è esposta al piano nobile di villa Bruno, una delle ville vesuviane più belle, risalente al 1700, che fa da cornice al famosissimo "Premio Troisi", rassegna culturale che la città di San Giorgio organizza annualmente, con legge Regionale dal 1996, per ricordare il suo amato figlio alle vecchie generazioni e per tramandarne il ricordo alle nuove.

Piccola curiosità: "Il Postino" è ambientato nel 1952 e quindi, presumibilmente, la bici utilizzata - data la somiglianza del telaio e della meccanica - potrebbe addiritura essere una Bianchi, gemella di quella che ho io e di cui vi parlavo qui proprio ieri: https://www.facebook.com/giandonatonatolarestauratore/posts/pfbid0dyU1QUf3Y74T9CfimrUnjWxCztPQmwr3XzR4mYiJAC3zzxQuyJ1bkVDRLJDk84SLl

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🚲 Mi sono appassionato al mondo delle bici d'epoca, ormai qualche anno fa, perché affascinato dal sistema frenante denom...
16/09/2022

🚲 Mi sono appassionato al mondo delle bici d'epoca, ormai qualche anno fa, perché affascinato dal sistema frenante denominato "A BACCHETTA", tipico delle bici di tipo R e cioè quelle bici, appunto, che m***ano questo sistema e che sono collocabili in uno spazio temporale che va dagli inizi del 1900, fino al 1960.
Questo tipo di frenata, invece che attraverso un filo d’acciaio per la trasmissione del movimento al gruppo frenante, avviene tramite un sistema di bacchette metalliche che, unite da opportuni snodi, muovono il gruppo frenante della bici.

Quella che vedete in foto, è una BIANCHI femminile, presumibilmente risalente ai primi anni '50, che - tra i vari tipi di freni a bacchetta - m***a quello a pistoncino.
Potete vederlo voi stessi... è molto curata nei dettagli (la BIANCHI era una delle maggiori case produttrici di bici, con un livello qualitativo medio - alto): in ogni sua parte, perfino nelle pedivelle, è loggata con la "B" di Bianchi; m***a la sella originale, marchiata AQUILA e addirittura m***a l'originale catarifrangente posteriore rosso, cosa assai rara da trovare, perché nei piccoli incidenti, o semplicemente per l'usura del tempo, i dettagli periferici sono i primi ad andar via e ad essere sostituiti.

Una particolarità delle bici R vintage, e che ritroviamo anche in questa Bianchi, è il numero seriale inciso sul telaio. Una sorta di numero di matricola che dà la possibilità di accedere ad un registro di biciclette storiche e di ricavarne l'anno di fabbricazione.

Bello, no? 💙

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