09/09/2026
“Oggi vogliamo accendere un faro su un segmento della filiera di cui si parla ancora troppo poco, ma strategico per il futuro del settore: le industrie tecniche e, in particolare, la post-produzione”. Così il Presidente Alessandro Usai, intervenuto ieri sul palco de La Biennale di Venezia per l’evento “Dove finisce il film. Post-produzione, digitale e creatività: l’infrastruttura strategica del cinema italiano”, promosso dall’Associazione e dall’Unione Imprese Tecniche ANICA.
Secondo i dati Istat, infatti, tra il 2016 e il 2024 le imprese tecniche del cinema e dell’audiovisivo sono aumentate dell’87% e gli addetti del 60%.
“La post-produzione sta diventando una componente sempre più rilevante dei budget e ha quindi bisogno di una regolamentazione dedicata - ha spiegato Piero Costantini, vicepresidente dell’Unione Imprese Tecniche ANICA e CEO di Mnemonica - “Non si tratta soltanto di risorse economiche, ma della necessità di costruire un disegno organico che finora è mancato”.
Per Daniele Taddei, Presidente dell’Unione Imprese Tecniche ANICA “La post-produzione va considerata non come un costo, ma come un asset industriale capace di generare competitività, occupazione qualificata e innovazione”.
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