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Lo scorso ottobre, in Francia, un attacco informatico ha messo fuori uso i frigoriferi di oltre 500 supermercati, portan...
04/11/2026

Lo scorso ottobre, in Francia, un attacco informatico ha messo fuori uso i frigoriferi di oltre 500 supermercati, portando i banchi frigo fino a 50 gradi. Tonnellate di alimenti da buttare e danni per milioni di euro.

Tre settimane dopo, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, è successo di nuovo in mezza Europa, Italia compresa: supermercati colpiti in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna.

Come è potuto succedere, e cosa c’entrano i fornitori?
Sfoglia le slide per scoprirlo.

30/10/2026

No, le chiamate che fai non sono mai informative ma promozionali.
Per il Garante della Privacy, le chiamate promozionali senza il consenso esplicito sono sanzionabili fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo globale dell'azienda.
Guarda il video per capire dove passa il confine tra comunicazione informativa e marketing, e contattaci per verificare se le tue campagne sono a norma.

28/10/2026

Il tuo consulente privacy sa cos'è un pixel di tracciamento? Sa dirti se il tuo CRM raccoglie dati in modo conforme al GDPR?

Ogni punto di contatto digitale tratta dati personali e deve farlo secondo il GDPR. Molti consulenti sanno dirti cosa prevede il GDPR, ma non possono aiutarti a mettere in regola CRM, pixel e sistema dei consensi.

Il team di Intelligo unisce consulenti in protezione dei dati ed esperti di sicurezza digitale: insieme analizzano la tua situazione e ti indicano dove intervenire.

Contattaci subito per una consulenza gratuita e personalizzata!

Eppure ogni giorno gestisci anagrafiche, recapiti, coordinate bancarie, situazioni di morosità e riprese della videosorv...
26/10/2026

Eppure ogni giorno gestisci anagrafiche, recapiti, coordinate bancarie, situazioni di morosità e riprese della videosorveglianza. Sono dati personali, e il modo in cui li raccogli, li conservi e li comunichi è regolato dal GDPR.

Basta non aver prodotto correttamente i registri, o aver affisso un elenco dei morosi in bacheca, una telecamera senza cartello o un documento inviato al condòmino sbagliato per esporre il condominio, e te con lui, a una sanzione del Garante.

Con Intelligo puoi metterti in regola in modo semplice e veloce. Contattaci!

24/10/2026

📩 Ogni volta che invii una newsletter, un pixel invisibile ti dice chi l’ha aperta, quando e da quale dispositivo.

Le linee guida del Garante equiparano questi pixel ai cookie, e per le liste che hai già costruito la strada è una sola: un’informativa da mandare ai tuoi contatti entro il 29 ottobre, con gli elementi indicati dalla normativa.

⏳ Mancano pochi giorni, e un’informativa incompleta ti espone a sanzioni che possono arrivare, nei casi più gravi, fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo.

👉 Contattaci per capire se il provvedimento ti riguarda.

Dal 7 aprile 2026 le aziende che non consegnano l’informativa annuale sui rischi ai dipendenti in smart working rischian...
23/10/2026

Dal 7 aprile 2026 le aziende che non consegnano l’informativa annuale sui rischi ai dipendenti in smart working rischiano l’arresto da 2 a 4 mesi o un’ammenda fino a 7.403,96 euro, anche con un solo lavoratore agile.

L’obbligo esisteva già dal 2017, ma nessuna sanzione specifica lo accompagnava, e molte PMI lo hanno trascurato per anni. La Legge 34/2026 lo ha inserito nel Testo Unico Sicurezza, rendendolo penalmente rilevante anche in assenza di infortuni.

Nel nostro nuovo articolo spieghiamo cosa distingue lo smart working dal telelavoro, quali adempimenti sono obbligatori, dall’accordo individuale alla comunicazione al Ministero, e come impostare il controllo degli obiettivi nel rispetto dello Statuto dei Lavoratori e del GDPR.

Leggi l'articolo completo qui: https://www.intelligo-italy.com/blog/posts/la-tua-azienda-e-pronta-per-lo-smart-working-a-norma-di-legge

Il numero di telefono pubblicato in un annuncio serve a vendere la casa; non autorizza un'agenzia a chiamare il propriet...
22/10/2026

Il numero di telefono pubblicato in un annuncio serve a vendere la casa; non autorizza un'agenzia a chiamare il proprietario per proporgli l'incarico.

Con il provvedimento n. 49 del 10 febbraio 2022 il Garante privacy ha sanzionato con 5.000 euro un'agenzia immobiliare di Roma che aveva cercato online il numero di un proprietario e lo aveva chiamato per proporgli la vendita del suo immobile. I dati reperibili in rete, ha ricordato l'Autorità, si possono usare soltanto per gli scopi sottesi alla loro pubblicazione; e la telefonata con cui si chiede il consenso è già una comunicazione commerciale. Nel 2025 sono arrivate le prime sanzioni alle agenzie per telemarketing aggressivo: con il provvedimento n. 212 del 10 aprile 2025 un'agenzia che aveva chiamato circa 10.000 numeri acquistati da un fornitore, senza consultare il Registro pubblico delle opposizioni, è stata sanzionata con 15.000 euro, e la clausola di manleva prevista nel contratto con il fornitore non l'ha esonerata.

Per email, SMS e altri messaggi promozionali l'art. 130 del Codice privacy richiede il consenso preventivo; l'eccezione del soft spam riguarda soltanto l'email di chi ha già acquistato un prodotto o un servizio.

I consulenti Intelligo, associati a Federprivacy, affiancano le agenzie immobiliari nella verifica di moduli, consensi, liste e procedure di contatto. Scrivici in DM la parola ANNUNCI: fissiamo una prima consulenza gratuita di 30 minuti.

Fonti: Garante per la protezione dei dati personali, provv. 10 febbraio 2022, n. 49 (doc. web 9756869); provv. 10 aprile 2025, n. 212 (doc. web 10134918); Newsletter n. 535 del 30 maggio 2025 (doc. web 10135126); D.lgs. 196/2003, art. 130.

Un profilo LinkedIn visibile a tutti non autorizza a inviare email promozionali a chi non è già tuo cliente.Con il provv...
20/10/2026

Un profilo LinkedIn visibile a tutti non autorizza a inviare email promozionali a chi non è già tuo cliente.

Con il provvedimento n. 285 del 17 aprile 2026 il Garante privacy ha esaminato il caso di una microimpresa che aveva individuato un avvocato con LinkedIn Sales Navigator, ne aveva ricavato gli indirizzi email con strumenti di arricchimento dei dati e gli aveva inviato più messaggi per promuovere un software. Per le email promozionali l'art. 130 del Codice privacy richiede il consenso, che non può essere presunto; la cancellazione dalla mailing list, inoltre, non sostituisce la risposta alla richiesta di accesso prevista dall'art. 15 del GDPR. L'esito: ammonimento per le email e 1.000 euro di sanzione per il mancato riscontro.

Se usi LinkedIn per cercare clienti, Intelligo può verificare con te come trovi, arricchisci e contatti i potenziali clienti. Scrivici in DM.

Fonti: Garante per la protezione dei dati personali, provv. 17 aprile 2026, n. 285 (doc. web 10252188); D.lgs. 196/2003, art. 130; Regolamento (UE) 2016/679, artt. 12 e 15.

Chi vende lead e chi li compra devono rispondere alla stessa domanda: dov'è la prova del consenso?Con il provvedimento n...
19/10/2026

Chi vende lead e chi li compra devono rispondere alla stessa domanda: dov'è la prova del consenso?

Con il provvedimento n. 103 del 12 febbraio 2026 il Garante privacy ha sanzionato con 15.000 euro un'azienda che aveva acquistato contatti raccolti con un sito di concorsi a premi e qualificati da un secondo fornitore. Log, indirizzo IP, un'email di sola conferma e le clausole di manleva con i fornitori non sono bastati. Con il provvedimento n. 556 del 23 luglio 2026 ha poi sanzionato TIM per 9.516.000 euro, ricordando che l'adesione a un codice di condotta non esonera il committente dal vigilare sui propri partner.

Per chi genera lead la conseguenza è pratica: i committenti non si accontenteranno più di una dichiarazione e chiederanno documenti. Il fornitore in grado di consegnarli diventa il più facile da scegliere.

Intelligo affianca le società di lead generation nella verifica di form, consensi, contratti e fornitori. Scrivici in DM la parola FILIERA: fissiamo una prima consulenza gratuita di 30 minuti.

Fonti: Garante per la protezione dei dati personali, provv. 12 febbraio 2026, n. 103 (doc. web 10227081); provv. 23 luglio 2026, n. 556 (doc. web 10277005); comunicato stampa del 31 luglio 2026 (doc. web 10277228).

Il Garante, a maggio 2026, ha bloccato l'utilizzo di un plug-in per Slack e Teams che prometteva, grazie all'Intelligenz...
19/10/2026

Il Garante, a maggio 2026, ha bloccato l'utilizzo di un plug-in per Slack e Teams che prometteva, grazie all'Intelligenza Artificiale, di leggere lo stress dei dipendenti analizzando le chat aziendali.

Un'azienda aveva scelto di adottare questo plug-in per offrirlo ai propri dipendenti su base volontaria, con l'obiettivo dichiarato di individuare segnali di stress e restituire suggerimenti personalizzati per il benessere. I contenuti delle chat e i risultati individuali restavano nelle mani della start-up che aveva sviluppato lo strumento, non del datore di lavoro, ma il sistema restituiva all'azienda report aggregati sul livello di stress del team.

Il Garante ha individuato il fattore di rischio: in reparti piccoli o con ruoli facilmente riconoscibili, un dato aggregato può comunque ricondurre alla singola persona. Uno strumento nato per il benessere può trasformarsi in una forma di sorveglianza emotiva.

Prima di introdurre un nuovo strumento, verificarne la conformità al GDPR è ciò che separa l'innovazione dal rischio di sanzioni.

Contattaci per una consulenza gratuita e valuta insieme a noi gli strumenti digitali che usi in azienda.

Indirizzo

Via Venti Settembre, 118
Rome
00187

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